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Balzello Rai, imprese in rivolta

Confartigianato: altolà al canone anche per le aziende che hanno I-pod, computer o telecamere

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Ci mancava anche la tassa sull'i-pod, sul monitor del computer o sull'apparato di videosorveglianza. Eppure la Confartigianato segnala che è proprio per questo che sulle aziende si sta abbattendo in questi giorni lo tsunami fiscale con la Rai che bussa in modo perentorio per esigere il pagamento di un canone speciale che sarebbe dovuto «da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici non economici, ed enti privati in virtù di un Regio Decreto del 1938» nel quale, ovviamente avendo presente lo standard tecnologico dell'epoca, si assoggettava all'obbligo di pagare il canone di abbonamento «chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni».

La regia disposizione è stata rimessa in pista dal decreto Salva-Italia del premier Monti ma l'ente televisivo pubblico la sta utilizzando come una legge soprattutto salva-Rai, dicono dal quartier generale dell'organizzazione degli artigiani. «La Rai _ dice il presidente provinciale Franco Bientinesi _ l'ha interpretata nel senso di obbligare al pagamento del canone tutte le imprese che detengono dispositivi video destinati agli usi più disparati: inclusi monitor per il pc, videofonini, videoregistratori, I-pad, e, tanto per gradire, anche sistemi di videosorveglianza».

Non basta: l’obbligo – sbotta Bientinesi – scatta «anche quando questi apparecchi non sono utilizzati per la ricezione di programmi radio-tv visto che si tratta di un’imposta sul possesso dell’apparecchio. Dunque, l'invito a pagare sta arrivando a tutte le aziende che usano il computer anche per la semplice gestione di contabilità. Alla faccia dello sviluppo teconologico e dell’innovazione».

Beninteso, il canone è speciale anche nel prezzo: non si tratta di quattro spiccioli, bensì «di cifre che possono variare da 200 fino a 6-7mila euro», spiega il direttore della Confartigianato provinciale Giovanni Conte.

«Non è più possibile tollerare soprusi e continuare silenziosi ad ascoltare dati catastrofici, senza prospettive future o sentirsi impotenti nel cercare di migliorare il sistema», ribadisce Bientinesi, segnalando che la Confartigianato abbiamo elaborato una lettera scaricabile dal proprio sito www.confartigianatolivorno.it. «Da inoltrare direttamente al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera come segno di protesta civile e per dire basta a soprusi: smettiamola con logiche di raccolta di denaro per salvare i bilanci di una azienda in difficoltà».

È una iniziativa di protesta che la Confartigianato ha concordato al proprio interno u scala regionale: ciascuna sede provinciale sosterrà la campagna per far sentire la voce delle piccole imprese.

Il numero uno dell’organizzazione di categoria ricorda che è stato «appena chiesto al ministro Passera di aiutare le piccole imprese che ogni giorno devono fronteggiare la crisi nerissima» e adesso piomba sulla testa delle aziende una tegola extra con la richiesta del pagamento del canone Rai che equivale a una paradossale «tassa sulla tecnologia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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