Gioco
Provincia, sos dai sindacati: «Rischio mobilità forzata»
Rsu allarmate per il futuro di lavoratori e servizi quando l’ente sarà cancellato: «A rischio decine di precari e la professionalità acquisita in tutti questi anni»
LIVORNO
I dipendenti della Provincia di Livorno, attraverso le rappresentanze sindacali, lanciano l'allarme. Il decreto Salva Italia prevede la cancellazione degli enti provinciali e loro non ci stanno. Per lunedì alle 10.30, nel salone di Palazzo Granducale, hanno organizzato un incontro con Debora Giomi, segretaria regionale di Cgil Funzione Pubblica. Un appuntamento a cui è invitata tutta la cittadinanza.
«È bene che i livornesi conoscano – spiega Carmine Valente, segretario Fp Cgil di Livorno – il ruolo degli enti provinciali e i servizi essenziali che garantiscono».
«La sensazione è che il provvedimento risponda a esigenze mediatiche - accusano i dipendenti - soddisfa l'opinione pubblica ma non i bisogni dei cittadini».
I servizi di cui attualmente si fa carico la Provincia sarebbero spacchettati, insieme al personale, fra Comuni e Regione. Si tratta di ambiti di rilevo e delicati: ambiente e tutela del territorio, rifiuti, formazione, centri per l'impiego e gestione dei finanziamenti europei.
«I Comuni sono già in ginocchio – sostiene Paola Ganni, Rsu della Provincia – mi chiedo come potranno mantenere qualità ed efficienza».
A Palazzo Granducale sono in tanti a chiedersi con angoscia che fine faranno tutti quei servizi che negli ultimi anni, a detta dei rappresentanti sindacali, avevano raggiunto livelli d'eccellenza. Il timore è che gli sforzi siano vanificati.
Ed ecco la delicata questione dei dipendenti. In Provincia trovano impiego quasi 400 persone, più 60 lavoratori precari, due società "in house" e altri 100 soggetti ausiliari.
«Per alcuni si profila l'ipotesi di una mobilità forzata – chiarisce Valente – inoltre, coloro che fossero reimpiegati in Regione avrebbero certamente una forma contrattuale più tutelante rispetto a un posto in Comune».
«È davvero un peccato – aggiunge Patrizia Cotta Ramusino, responsabile del Centro impiego – il nostro ente stava attraversando un momento positivo, eravamo riusciti a stabilizzare, internalizzandoli, tutti i precari del Centro e anche gli appalti erano a tempo indeterminato».
Le sigle sindacali hanno le idee chiare sul da farsi: «Aprire da subito tavoli di concertazione con Comuni e Regione – dice Cotta Ramusino - attivare momenti di confronto e coordinamento per gestire questo passaggio». E infine, chiedono al presidente Giorgio Kutufà una totale assunzione di responsabilità. «Vogliamo contrattare tutto e insieme - chiudono all'unisono le Rsu – non vogliamo perdere le professionalità acquisite a causa di una decisione politica».
Martina Corirossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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