Il Tirreno

Livorno

Con Barabino e Amadio la sinistra sarà al potere a vita

Le modalità con le quali si stanno svolgendo i Congressi del Pdl nonché i loro risultati sono la prova evidente che questo non era il momento opportuno per la loro celebrazione. Dove si sono svolti...

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Le modalità con le quali si stanno svolgendo i Congressi del Pdl nonché i loro risultati sono la prova evidente che questo non era il momento opportuno per la loro celebrazione.

Dove si sono svolti rappresentano i frutti di accordi già presi in precedenza, con risultati pilotati; dove ancora non si sono celebrati sono lo specchio reale delle condizioni del partito: esasperazione dei conflitti personali e manifesta mancanza di progettualità politica.

Non si possono indire congressi con tessere a costo minimo elargite dai raccoglitori di tessere, con tesserati senza il diritto di elettorato passivo, assoluta mancanza di mozioni politiche programmatiche sottoscritte da una squadra di dirigenti che si pongono in legittima alternativa ad altre mozioni concorrenti, con una "diminutio" dei diritti civili del cittadino.

In particolare a Livorno, la politica di opposizione, basata su un bipolarismo muscolare, oltranzista, con l'avversario politico visto più come nemico o traditore, con una psicologia da ridotta della Valtellina, si è dimostrata sterile e controproducente. La continuità di questa politica è rappresentata dalla cordata Barabino-Amadio, la cui eventuale affermazione congressuale, costituirebbe una assicurazione sulla vita eterna del potere delle sinistre a Livorno. Proprio tutto l'opposto di quel necessario dibattito sulle riforme di struttura, liberali, istituzionali, di welfare, presentato da una rinnovata classe dirigente ai cittadini alle prossime consultazioni politiche.

A Livorno, il centrodestra, negli ultimi 18 anni, ha perso il consenso di oltre il 20% del suo blocco sociale, culturale, economico e politico, perché sono state condizionanti le forze più disomogenee, estremiste e post totalitarie, anche se minoritarie tra il popolo elettore e tra dirigenti di base. Invece occorre aggregare forze omogenee e le nuove generazioni che aspirano ad una stagione di riforma; occorre riprendere la strada della collaborazione tra il riformismo laico - liberale ed il riformismo cattolico illuminato, salvando dalla distruzione i ceti medi operosi, eliminando la distorsione nella distribuzione della ricchezza e le ingessature della stato - società. La cultura del centrodestra è per la valorizzazione dei valori della persona e dell'individuo e quindi, per sua natura plurale e tende a sviluppare una pluralità di progetti e visioni ; proprio quello che questi congressi non hanno prodotto.

Attilio Palmerini

consiglire comunale Pdl

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