Gioco
Ciao nonno: portuale partigiano, livornese
Nel giorno che festeggia i singles un signore di nome Augusto Spagnoli è morto all'età di 90 anni. Si è spento serenamente nel letto di una casa di cura a Castelnuovo della Misericordia dove...
Nel giorno che festeggia i singles un signore di nome Augusto Spagnoli è morto all'età di 90 anni. Si è spento serenamente nel letto di una casa di cura a Castelnuovo della Misericordia dove ultimamente era ricoverato a causa della demenza senile. Augusto Spagnoli nasce nel 1921 a Livorno da una famiglia povera, il padre viene a mancare quando è piccolo, così all'età di 12 anni comincia a lavorare sui vapori a caricare carbone in modo da poter mantenere la mamma e le sue sorelle e fratelli. Vivevano in Venezia, in una soffitta dove spesso mancava tutto, ma lui è sempre stato forte e, noncurante del freddo, andava a lavorare per due soldini. Passano gli anni e il giovane Augusto veniva imbarcato sulla nave Garibaldi. La seconda guerra mondiale incalzava e i soldati viaggiavano per tutto il mar Mediterraneo non sapendo neanche il perché. Il militare decide di disertare dopo l'affondamento della Garibaldi e di tornare a casa, nella sua Livorno. Ovviamente è ricercato dalla polizia militare, si rifugia nei boschi toscani dove diventa un partigiano. Durante questo periodo salva tante vite e aiuta tante persone. La ragione? Nonostante fosse appena alfabetizzato, capiva benissimo che gli ideali di quella guerra non erano i suoi. Alla fine della seconda guerra mondiale, quando gli americani liberarono la città, Augusto fece ritorno a casa e venne processato per diserzione.La città era stata distrutta dai bombardamenti e necessitava la ricostruzione, e il giovane ex partigiano doveva continuare ad aiutare la famiglia: fu così che iniziò a lavorare con le navi; che poteva fare una persona che sapeva a malapena leggere? Il facchino. Insieme ad altri giovani nella medesima situazione fece in modo da sviluppare ancor di più la grande potenzialità che questa città possedeva allora e possiede ancora, il porto. Fu così che si ritrovò ad essere uno dei primi lavoratori della compagnia portuale nel 1947. Lui era lì quando fu fondata. Sapeva qualsiasi cosa sullo stoccaggio delle merci, caricava sulla schiena pesi degni degli attuali bodybuilder, lo testimoniano le ernie e le ossa malandate che lo hanno tormentato fino alla fine. Noncurante della notte, del freddo pungente in inverno e del caldo torrido in estate ha lavorato duramente ed ha contribuito a costruire una "compagnia" che è stato il simbolo di questa città. Instancabile come pochi, quando gli chiedevamo se avesse mai preso dei giorni di malattia, visto i ritmi di lavoro, la sua risposta era: Io??? Sotto la mutua?? Non sono uno scansafatiche.Aveva sempre visto l'andare sotto la mutua come un'onta, una roba da vili nei confronti della squadra. Mio nonno era un uomo abitudinario e forte. Attaccato al Livorno Calcio in maniera viscerale, finché la vista glielo ha permesso ha seguito tutte le partite. Sono cresciuta con le sue storie e oggi mi rendo conto che nei suoi racconti c'è anche la mia storia, la nostra storia, e sapendo che nessuno, a parte la sua famiglia, lo ricorderà lo voglio ricordare io, la più piccola dei nipoti. Per far sapere a chi legge che il 15 febbraio 2012 è morto un uomo che è stato il simbolo di un'era per la nostra città.
Camilla Spagnoli
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