Il Tirreno

Livorno

Affonda piccola imbarcazione un morto e due sopravvissuti

Affonda piccola imbarcazione un morto e due sopravvissuti

A bordo tre uomini, tutti italiani, che erano usciti in barca per pescare. In conseguenza dell'incidente, un uomo di 40 anni è morto, mentre gli altri due, 30 e 60 anni, sono stati ricoverati all'ospedale

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Erano usciti in barca per pescare i tre amici di Rosignano naufragati oggi con un'imbarcazione di 7 metri, nell'area delle Secche di Vada, a circa 4-5 miglia dalla costa di Rosignano. In conseguenza dell'incidente, sul quale ora indaga la guardia costiera, un uomo di 40 anni, è morto, mentre gli altri due, 30 e 60 anni sono stati ricoverati all'ospedale. La vittima si chiamava Wladimiro Trotta e lavorava alla Serfer, ditta di trasporti e spedizioni di Rosignano. Il corpo senza vita, individuato da una motovedetta della guardia costiera e recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco, si trova ora all'obitorio di Rosignano, a disposizione della Procura.

Non destano particolare preoccupazione, invece, le condizioni di Gaetano Beninati, 60 anni, e Massimo Pardera, 30, gli amici che erano usciti in barca con Trotta per una giornata di pesca amatoriale. L'imbarcazione, che era rimasta a galla per una piccola parte, è stata trainata fino al porticciolo di Rosignano. Secondo una prima ipotesi, per cause ancora da accertare, il cabinato avrebbe cominciato a imbarcare acqua e ogni tentativo di rigettarla in mare sarebbe andato a vuoto. Alla fine il cabinato non avrebbe retto e si sarebbe ribaltato.

Stando a quanto emerso finora, dalla piccola imbarcazione non sarebbe mai partita una richiesta d'aiuto alla Capitaneria di Livorno. E' stata una seconda barca da diporto, la 'Yahoo', ad accorgersi intorno alle 13,30 che in acqua si trovava uno dei tre (il sessantenne), aggrappato a un parabordo. L'uomo ha spiegato ai soccorritori che il natante sul quale si trovava con i due amici era affondato.

Gli altri due naufraghi sono stati trovati dopo circa un'ora di ricerche: uno, il trentenne, era ancora vivo ed è stato portato al porticciolo di Rosignano; l'altro, un quarantenne, già esanime è stato caricato a bordo di un gommone dei sommozzatori dei vigili del fuoco dove è stato tentato di rianimarlo: l'operazione è proseguita anche sulla banchina del porticciolo. I due amici ricoverati in ospedale non hanno subito ferite: sono in osservazione per ipotermia per essere rimasti a lungo in acqua.

Due naufragi nella stessa zona. Il naufragio del cabinato avvenuto oggi davanti alla costa livornese si è verificato nello stesso tratto di mare in cui accadde la tragedia del 'Santa Lucia II' il peschereccio affondato l'11 gennaio scorso. In quel caso morirono il comandante dell'imbarcazione e il padre e l'unico superstite fu un marinaio sardo di 37 anni, Roberto Caddeo: fu lui a trattenere vicino a sè il corpo di Silverio Curcio, 64 anni, originario di Ponza, ma residente a Livorno, prima vittima accertata poche ore dopo il fatto.

Diversa sorte ha avuto Davide Curcio, 36 anni, figlio di Silverio, rimasto ufficialmente 'disperso' per 3 giorni e poi individuato dai sub della polizia; il corpo del pescatore è stato recuperato il 13 febbraio scorso dai sub del del Comsubin e dal personale della nave 'dragamine' Viareggio della Marina Militare. Il cadavere si trovava intrappolato nel relitto che si trova ancora a quasi 70 metri di profondità. La Procura di Livorno sull'incidente dello scorso mese ha aperto un'inchiesta; dalle prime ricostruzioni a causare il naufragio in quel caso furono le reti del peschereccio che si impigliarono nel fondale.

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di Redazione web