Gioco
300 gigliesi parte offesa nel naufragio
Residenti e ditte si sono costituiti: «Non vogliamo fare speculazioni ma capire quale sia stata la rilevanza ambientale»
GROSSETO
Duecento abitanti del Giglio e centoundici ditte che hanno interessi nell’isola sono stati ammessi come parte offesa all’incidente probatorio del 3 marzo, quando sarà conferito l’incarico per l’apertura della scatola nera di Costa Concordia naufragata all’imboccatura del porto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio scorsi. Trecento tra persone fisiche e giuridiche che chiedono di partecipare agli accertamenti iniziali per capire se la vicenda avrà una rilevanza ambientale significativa e se vi siano stati danni. Si aggiungono ai numerosissimi altri gruppi o singoli che si sono costituiti nelle passate settimane attraverso alcune decine di avvocati di varie parti d’Italia: un numero di rappresentanti che si avvicina a cento e che aumenta di giorno in giorno nelle segreterie della Procura e nella cancelleria del Tribunale. Del resto, la costituzione potrebbe avvenire anche la mattina stessa dell’udienza in camera di consiglio, che si terrà al teatro Moderno.
A rappresentare questo gruppo particolarmente consistente e significativo - che si distingue da quello dei naufraghi e dei componenti dell’equipaggio - sono due avvocati, Pierpaolo Lucchese e Silvia Sclano, che hanno studio a Roma. «I nostri assistiti sono persone che abitano sull’isola o ditte che hanno la loro ragione sociale al Giglio. Rappresentiamo anche le società di pesca che operano tra Monte Argentario e l’isola», riassume l’avvocato Lucchese.
Ma tutte queste persone hanno aspettative economiche dalla vicenda? O è presto per avanzare rivendicazioni di questo genere?
«Innanzi tutto - risponde il legale - i miei assistiti si augurano che non ci siano danni gravi. Perché alcuni danni comunque già ci sono, lo dicono il ministro Clini e gli enti dell’Isola d’Elba. I danni sono le prenotazioni nelle strutture turistiche che sono calate, i liquidi che si sono comunque riversati in mare anche se non si tratta del carburante. Bisogna capire la rilevanza ambientale. Sia chiaro che l’interesse dei gigliesi e delle aziende non è fare speculazione. Noi vogliamo partecipare a questa fase delle indagini perché non vogliamo essere a conoscenza degli eventi solo per sentito dire».
Aziende e abitanti hanno diritto a partecipare anche se non erano a bordo?
«Certo. Perché l’ipotesi di disastro colposo nei confronti di Schettino e Ambrosio è un reato plurioffensivo: da un lato, costituisce una minaccia per il territorio, inteso come gli enti locali deputati istituzionalmente alla tutela; dall’altro, coinvolge tutti i soggetti legati al territorio, come i residenti e tutti coloro che vi lavorano. Il nostro interesse principale è prevedere o prevenire un ulteriore aggravamento della situazione, visto che vi sono dei risvolti ambientali significativi».
Il gip vi ha già ammessi? E qualcuno dei residenti ha già annunciato che parteciperà all’evento del 3 marzo?
«Sì, il gip Montesarchio ci ha ammesso, sia i residenti sia le aziende.Ma nessuno dei miei assistiti sarà presente: il 3 marzo verranno tutti rappresentati da me».
Nominerete degli esperti di parte per seguire le operazioni peritali?
«Abbiamo una rosa di esperti tra i quali scegliere. Ci siamo riservati una decisione».
Avete già presentato atti alla Procura?
«Sì. Abbiamo presentato una memoria corposa: chiediamo alla Procura un approfondimento per tutti i reati ipotizzabili e per tutti i soggetti coinvolti».
Altro servizio alle pag. 2 e 3
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