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Avvocati in sciopero contro le liberalizzazioni

Avvocati in sciopero contro le liberalizzazioni

LIVORNO La tutela dei diritti del cittadino attraverso un sistema di giustizia più efficiente ma non attraverso una liberalizzazione selvaggia e non controllata. Sono questi i temi al centro dello...

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La tutela dei diritti del cittadino attraverso un sistema di giustizia più efficiente ma non attraverso una liberalizzazione selvaggia e non controllata. Sono questi i temi al centro dello sciopero degli avvocati in programma il prossimo giovedì e venerdì per protestare contro i provvedimenti del Governo.

Gli avvocati livornesi si sono riuniti ieri per l'assemblea convocata dall'O.U.A (Organismo Unitario dell'Avvocatura). Nel corso dell'assemblea l'avvocato Claudio Stolfi (delegato O.U.A.) e il collega Vito Vannucci, presidente dell’ordine degli avvocati labronici, hanno illustrato lo stato dell'iter di conversione del decreto legge sulle cosidette "liberalizzazioni" e gli interventi che gli organismi di vertice dell'avvocatura (CNF ed OUA), con azione unitaria, stanno attuando a livello nazionale.

L’obiettivo è quello di apportare al testo di tale provvedimento, nonché di quelli succedutisi dall'agosto 2011 ad oggi, le modifiche necessarie ad eliminare le disposizioni che introducono «regole gravemente lesive dell'indipendenza e dell'autonomia delle professioni», protestano gli avvocati. E che ostacolano – proseguono – l’effettiva realizzazione del diritto fondamentale dei cittadini alla difesa ed alla giustizia.

Nel corso dell'assemblea si sono succeduti interventi che hanno confermato la forte, ma motivata, contrarietà anche degli avvocati livornesi rispetto ai recenti interventi legislativi.

Sono state poi ricordate le prossime tappe della protesta a livello nazionale: 23 e 24 febbraio astensione dalle udienze; 23 febbraio manifestazione nazionale di protesta a Roma; 23 e 24 febbraio Congresso Nazionale straordinario a Milano nel quale saranno valutate anche le eventuali, ulteriori, forme di protesta da adottare a seconda del recepimento o meno delle modifiche normative richieste dall'avvocatura.

«Raccontano – spiegano gli avvocati – che i cambiamenti sono stati richiesti dagli organismi comunitari. È vero il contrario: l'Unione ha più volte affermato, attraverso i propri organi la specialità delle professioni (e di quella forense in particolare), distinguendole dalle attività imprenditoriali e riconoscendo espressamente la legittimità del sistema tariffario degli avvocati italiani».

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