Il Tirreno

Livorno

Ecco la convention per il dopo Cosimi

di Juna Goti

Pd, parte il conto alla rovescia per la conferenza programmatica: tra aprile e maggio la due giorni per ripensare la città

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LIVORNO. Il Pd è già pronto a discutere il dopo Cosimi. O meglio «i dopo Cosimi», come ripete il giovane coordinatore della segreteria comunale del partito, Alessio Ciampini. Sul periodo non ci sono più dubbi, anche se per la data definitiva ci sarà da attendere la conferma del segretario nazionale, Pier Luigi Bersani, che dovrebbe chiudere l’evento: tra la fine di aprile e le prime due settimane di maggio il Pd darà il via alla conferenza programmatica. In altre parole la convention che guarda oltre la scadenza del mandato amministrativo (con due anni di anticipo) sia in termini di cose da fare che di alleanze politiche su cui costruire l’azione di governo.

Sfida alla città. Nelle intenzioni del partito, la conferenza dovrebbe essere un «evento per la città». La definisce così Ciampini, al quale il segretario Yari De Filicaia ha affidato il compito di disegnare il percorso verso l’appuntamento chiave. «Chiamiamo a raccolta tutti – ripete – l’obiettivo è parlare del futuro del nostro territorio. Questo partito lo amministra da decenni, ma non è più tempo di autosufficienza: in questo momento sarebbe sbagliato pensare di avere tutte le ricette». Da soli, dice, «non bastiamo: sfidiamo la città a ridisegnare se stessa».

La due giorni. Il modello, almeno nella forma, sarà quello dello Leopolda renziana, in versione ridotta. «È un modello che non mi dispiace – confessa Ciampini – non mi dispiace l’idea dello svecchiamento di un certo modo di fare politica. Poi, ovviamente, ci mettiamo dentro i nostri contenuti». La convention andrà avanti per 48 ore. Saranno invitati partiti, sindacati, associazioni di categoria, realtà che operano sul territorio e il mondo accademico, con Scienze Politiche, Giurisprudenza, Logistica a formare gruppi di lavoro. «All’Università – sottolinea – abbiamo chiesto un contributo critico. Non siamo sordi ai problemi di questa città». Come a dire: non sarà la due giorni del “come siamo bravi e fortunati”. Anzi.

I guai sul tavolo. Ciampini li snocciola a uno a uno, partendo dalla «disoccupazione giovanile allarmante (al 38%), sostenuta da 55-60mila pensionati». Parla di «problemi di prospettiva per il futuro», con una «crisi industriale e occupazionale drammatica (dalla vicenda Eni per arrivare, non ultima, alla Compagnia Portuale) che ci spinge a rilanciare piccola e media impresa». Poi le difficoltà sociali, dalla fame di case popolari all’emergenza sfratti. «È chiaro che in questo contesto – chiosa – ci saranno scelte impopolari da fare, come l’Imu. Si parte da qui ...».

Cambiamo passo. Il giovane coordinatore non ci gira troppo intorno: «La conferenza nasce per darci una nuova prospettiva, o almeno un sogno nuovo da progettare nei dopo Cosimi». In altre parole un percorso a lunga scadenza per guardare in faccia Livorno oltre l’attuale mandato amministrativo. «Partiamo ora – si affretta a dire - per evitare strumentalizzazioni in campagna elettorale». «Per anni – riprende – Livorno ha contato su certezze che sembravano indistruttibili: dal porto alle società partecipate, alle grandi aziende di componentistica. Quel tempo è passato, la nostra città rischia il conflitto sociale: dobbiamo darci una nuova bussola, anche a costo di risultare antipatici». Primo passo: «Ripensare in modo serio il rapporto tra pubblico e privato per tutelare i servizi, considerando che tra due mesi avremo a che fare con tagli giganteschi al bilancio. È ora di aprirsi, cambiare passo, cambiare mentalità».

Nuove alleanze? Alla convention ci saranno i rappresentanti di quel fronte che fino a qualche settimana fa sarebbe stato definito “anti-berlusconiano”: la segreteria ha incontrato Api, Sel, Idv, socialisti, Rifondazione. Non le liste civiche. «Questa sarà la sede in cui gettare le basi per guardarci intorno: vedremo chi vorrà cogliere la sfida politica e culturale, al di là degli schemi politici nazionali». Ma quella con Sel e Idv è un’alleanza da cui ripartire? «Su questioni cruciali – chiude – ci sono nodi che non si possono negare, ma ci sono stati garantiti il rispetto degli accordi presi col sindaco e una discussione il più possibile serena. Tireremo le somme tra due anni, nel mezzo ci sono anche in cantiere le elezioni politiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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