Il Tirreno

Livorno

Dal commerciante al docente, scoperti i furbetti del fisco

di Federico Lazzotti
Dal commerciante al docente, scoperti i furbetti del fisco

Sono oltre 500 le false autodichiarazioni per non pagare il ticket sanitario, oppure i buoni libro e la mensa scolastica

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LIVORNO. Nell’esercito dei falsi poveri c’è il docente universitario con tanto di cattedra che nonostante un contratto da 90mila euro l’anno, nell’auto certificazione ha dichiarato appena 10mila euro nel tentativo di risultare esente dal pagamento del ticket agli occhi dell’Asl. Oppure il finto disoccupato con la barchetta ormeggiata sui Fossi che voleva lo sconto sulle visite anche se aveva regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi con il modulo 730.

Ma tra i furbetti con la fissa dello sconticino fanno parte anche il proprietario di un hotel esclusivo lungo la costa, un professionista con due case, un mutuo e il Suv che pretendeva una riduzione sulla mensa del figlio. E decine tra artigiani e commercianti che nell’ultimo anno hanno fatto richiesta di sgravi fiscali su scuola e sanità senza averne alcun diritto e a discapito di quelli che invece ne avrebbero avuto diritto e bisogno.

Nomi gli inquirenti non ne fanno, ma sono centinaia le persone pizzicate dalla Finanza nel 2011 in tutta la Provincia per le cosiddette «prestazioni sociali agevolate» con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 150%. Ma quello che stupisce, leggendo i dati presentati ieri dalle Fiamme gialle, è la percentuale di dichiarazioni false rispetto ai controlli eseguiti: 600 quelle monitorate, 510 le irregolari.

Il motivo di una percentuale così alta prova a spiegarla il comandate provinciale Benedetto Lipari. «Il controllo finale – spiega il colonnello – è solo l’ultimo stadio di un lavoro che i militari eseguono confrontando i numeri in nostro possesso con l’anagrafe tributaria e l’Agenzia delle Entrare. È incrociando queste informazioni, che è possibile fare una prima scrematura e individuiamo i soggetti che potrebbero aver commesso delle irregolarità».

I controlli che hanno riguardato le prestazioni sociali agevolate è solo la punta dell’iceberg rispetto alle attività di controllo che sono state effettuate durante l’ultimo anno. Tra queste c’è l’emissione degli scontrini fiscali (l’ultimo blitz risale a due settimane e ha riguardato i locali della movida) che ha portato all’emersione della cosiddetta “evasione "diffusa".

«Con questo termine – spiegano dal Comando – si vuole fare riferimento a quella che avviene sotto gli "occhi di tutti" per l'omesso rilascio di fatture, scontrini e ricevute fiscali, per poi presentare dichiarazioni dei redditi e dell'Iva sottodimensionate rispetto alla propria capacità contributiva: sono i cosiddetti "evasori parziali", che dichiarano più della metà del fatturato e del reddito, ma meno del 100% di quanto dovrebbero».

Sono stati 7.300 i controlli in materia di regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali, poco più di 2.400 si sono conclusi con rilievi: in pratica, in tutta la Provincia un soggetto controllato su tre è stato sorpreso dai finanzieri a non emettere il documento fiscale per la cessione del bene o la prestazione di servizio resa. «Questo – puntualizzano – è un dato "statistico" e di sintesi che tiene conto anche di alcuni "picchi" di irregolarità riscontrate nel periodo estivo in cui tutta la costa compresa la riviera degli Etruschi e tutto l'arcipelago toscano registra un incremento di turisti e la contestuale apertura di esercizi commerciali stagionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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