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Livorno

Crollo della palazzina in via Alfieri

Undici mesi al direttore dei lavori

Undici mesi al direttore dei lavori

Superficialità, errori e grazi mancanze per quello che riguarda il rispetto del piano della sicurezza e il successivo controllo. Sono queste le parole che il giudice Carlo Cardi usa per...

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LIVORNO. Superficialità, errori e grazi mancanze per quello che riguarda il rispetto del piano della sicurezza e il successivo controllo. Sono queste le parole che il giudice Carlo Cardi usa per definire il ruolo e le responsabilità di dell’ingegner Marcello D’Amato, 60 anni, e nell’aprile del 2008 direttore dei lavori e coordinatore della sicurezza per i lavori di ristrutturazione di due fabbricati al numero 33 di via Arena Alfieri dove il 23 aprile crollarono 12 metri provocando il ferimento di tre persone. A distanza di quasi quattro anni è arrivata la sentenza, due indagati Stefano Maisto e Riccardo Morgé aveva patteggiato. D’Amato è stato condannato a undici mesi e a settemila euro di ammenda, la pena è stata sospesa.

Rispetto alle accuse iniziali di disastro colposo e lesioni gravissime, le accuse sono state derubricate in rovina di edifici e lesioni colpose. Nonostante la sentenza che mette fine alla vicenda giudiziaria, nemmeno il dibattimento è riuscito a chiarire chi e quando siano stati tolti i sostegni dal muro che è poi crollato.

«Al momento del fatto – scrive il giudice – le provvisionali al terzo piano erano state tolte». Un gesto «incomprensibile» che è stata la «principale causa del crollo». D’Amato dunque, avrebbe dovuto controllare, ma come ha lui stesso in udienza andava raramente in cantiere e non si era accorto dell’assenza. (f.laz.)

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