Sicurezza
Truffavano i clienti: condannati
Due assicuratori, padre e figlio, hanno trattenuto pagamenti per 60mila euro , assolta la figlia
LIVORNO. Invece di versare i soldi dei clienti nelle casse dell’assicurazione per la quale lavoravano, per oltre un anno e mezzo, tra il 2004 e il 2006, hanno tenuto per sé oltre sessantamila euro, metà dei quali sono stati poi restituiti.
Un gesto, quest’ultimo, che non ha salvato dalla condanna per truffa aggravata e appropriazione indebita Dino Piero Batistoni, 75 anni e il figlio Paolo, 43, mentre è stata assolta la terza imputata, Isabella Batistoni. Il primo è stato condannato a un anno e dieci mesi, mentre il secondo ad un anno e cinque mesi.
Secondo quanto ha sostenuto l’accusa durante il processo, Batistoni, che gestiva in città un'agenzia della "Duomo assicurazioni", ha trattenuto soldi dei clienti che pagavano regolarmente la rata dell'assicurazione senza versarli alla casa madre e rilasciando, nel frattempo, certificati falsi agli assicurati stessi.
La conseguenza di questo comportamento è che coloro che avevano riposto la loro fiducia nei confronti dell'ufficio livornese della "Duomo" si sono visti raggiungere da lettere dell'assicurazione che li avvertivano che, essendo la loro rata scaduta e non avendo loro pagato, erano scoperti.
È il caso di alcuni dei testimoni: semplici cittadini, alcuni dei quali amici di Batistoni, che avevano regolarmente pagato e che, due o tre mesi dopo aver versato la rata, hanno ricevuto la comunicazione dall'assicurazione che invitava a regolarizzare la posizione. Molti di loro si sono rivolti, a quel punto, a Batistoni, al quale avevano versato il denaro. E, secondo quanto è stato ricostruito, lo stesso Batistoni davanti a questo tipo di rimostranze ha saldato all'assicurazione quanto dovuto ripristinando la copertura assicurativa dei clienti. «Ero in un momento di difficoltà – ha spiegato durante la deposizioni – per questo ho trattenuto quei soldi». Numerose le parti offese, più di cento persone, ma solo una si è costituita parte civile. Molti sono stati anche i testimoni del processo, fra ufficiali di polizia giudiziaria che hanno effettuato gli accertamenti e persone danneggiate.
I tre imputati erano difesi dall'avvocato Barbara Luceri che adesso con l’assoluzione di Isabella Batistoni potrà chiedere al tribunale la restituzione della casa pignorata alla donna durante il procedimento.
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