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Svuotati 500 metri cubi di carburante dai serbatoi Il Riesame: "Intercettazioni inutilizzabili"

Nei serbatoi di prua della nave, da dove sono stati pompati fuori i 500 metri cubi, c'è il 67% di tutto il carburante presente sulla nave

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Al momento sono circa 500 i metri cubi di carburante svuotati dai serbatoi della Costa Concordia, naufragata al largo dell'Isola del Giglio. Lo rende noto la struttura del Commissario per l'emergenza sottolineando che i lavori stanno proseguendo senza sosta da parte della Smit e Neri grazie alle condizioni meteo favorevoli. Nei serbatoi di prua della nave, da dove sono stati pompati fuori i 500 metri cubi, c'è il 67% di tutto il carburante presente sulla nave. Il monitoraggio dei movimenti dello scafo continua intanto a segnalare dei movimenti nell'ordine di 1-2 millimetri l'ora e dunque, sottolinea la struttura commissariale, non vi sono particolari anomalie da segnalare nè nei movimenti della Costa Concordia nè nei rilevamenti relativi al rischio ambientale.

Clini: "Il 15 marzo valutazione su rimozione scafo". Entro il 15 marzo il comitato tecnico istituito per la Concordia, naufragata sulle coste del Giglio il 13 gennaio scorso, "dovrà dare una valutazione sulle soluzioni per la rimozione dello scafo", soluzioni che dovranno pervenire entro il 3 marzo. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, al question time alla Camera. Clini ha sottolineato poi che è in corso un monitoraggio costante "fondamentale per le operazioni in corso e quelle future".

Greenpeace, sos mare per le sostanze a bordo. Candeggina, carburante, detersivi e articoli d'arredamento. E poi profumi, deodoranti, creme e saponi che i passeggeri portavano con se. E' lungo l'inventario delle sostanze pericolose contenute nel relitto della Concordia stilato da Greenpeace in base a quello pubblicato dalla Protezione Civile (LEGGI IL RAPPORTO). Un elenco comunque incompleto perchè mancano ancora sia le stime dei quantitativi sia le specifiche dei tipi di detergenti, vernici e insetticidi a bordo di questa piccola città galleggiante. «Molti composti - denuncia Greenpeace - sono persistenti e bioaccumulanti cioè una volta dispersi nell'ambiente, sono in grado di accumularsi in pesci e molluschi contaminando la catena alimentare fino all'uomo». Chiari i rischi causati dalla candeggina, la Costa Concordia ne trasportava una tonnellata. «Reagendo con gli acidi organici presenti in mare - si legge - può produrre composti tossici per fegato e reni che in alcuni casi sono cancerogeni per l'uomo». L'attenzione maggiore l'hanno avuta le 2.400 tonnellate di carburante, mentre poco si è parlato dei 600 chili di grassi per apparati meccanici che, se dispersi in mare, andrebbero a ricoprirne il fondale con ripercussioni sulla vita animale e vegetale. Infine, nell'elenco vanno messi i beautycase dei passeggeri. Profumi, saponi, creme contengono sostanze tossiche per il sistema riproduttivo e nervoso delle specie marine.

Il Riesame: "Intercettazioni non utilizzabili". Le intercettazioni ambientali al comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, nella caserma dei carabinieri di Orbetello non sono utilizzabili: lo scrive il tribunale del riesame nelle motivazioni all'ordinanza con cui ha confermato gli arresti domiciliari per Schettino. Secondo il riesame quelle intercettazioni «furono autorizzate in carenza di presupposti di legge in quanto non consentite per reati colposi». Tra le conversazioni ascoltate, molte delle quali al telefonino cellulare, ce ne furono alcune in cui Schettino diceva di voler cambiare vita e di non voler più comandare una nave. La procura ha basato anche su queste frasi la possibilità di un pericolo di fuga, ma il tribunale del riesame non nè ha rilevato la fondatezza, sottolineando invece l'illegittimità di queste intercettazioni, che furono disposte nell'immediatezza del fermo del comandante. Il difensore di Francesco Schettino, avvocato Bruno Leporatti, valuterà nei prossimi giorni se presentare ricorso per Cassazione contro l'ordinanza del tribunale del riesame di Firenze in cui il 6 febbraio ha deciso di confermare gli arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia. Il tribunale del riesame aveva infatti rigettato l'appello del difensore per la revoca della misura e anche quello della procura, che invece chiedeva il carcere. L'avvocato Leporatti, venendo oggi a conoscenza delle motivazioni del riesame, «valuta positivamente che il collegio abbia ribadito l'insussistenza del pericolo di fuga, esigenza cautelare sulla quale larga parte dell'appello della procura era fondato».

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