Gioco
Quel rigore al 90’ segnato da ex all’amico portiere
Davanti alla camera mortuaria il dolore dei ragazzi «Con una battura riusciva a cambiare l’umore di chiunque»
LIVORNO
«Eri il re dei calci di rigore. Lassù insegna agli angeli come gonfiare una rete». È solo uno delle centinaia di messaggi che da ieri mattina affollano la bacheca Facebook di Gianluca Raglianti.
Dediche e pensieri per il «ragazzo d'oro tutto riccioli» che adesso non c'è più. Gli amici ricordano quanto fosse speciale il loro compagno di scuola, di calcio o di gruppo scout. In quelle frasi la serenità e il piacere di aver conosciuto Gianluca si mescolano con la rabbia verso un destino crudele e difficile da accettare che ha portato via l’amico.
I messaggi corrono sul web. Nella realtà, invece, ci sono soprattutto tante lacrime. I coetanei accorsi alla camera ardente si stringono tra loro, cercano di farsi forza l'uno con l'altro.
Difficile trovare le parole giuste per descrivere ciò che è successo. Impossibile accettare l'idea di non vedere più il sorriso di Gianluca. Gli sguardi dei ragazzi si perdono nel vuoto, mentre la testa cerca difficili risposte ai tanti "perché". Perché Gianluca? Perché è toccato proprio a lui, a un ragazzo solare e sempre pieno di energia?
Marco, compagno di calcio prima e di banco poi, non se la sente di parlare. Giacomo, Riccardo, Daniele e Niccolò ci provano. «Sorridente», è l'aggettivo più ricorrente nei loro discorsi.
«Era sempre allegro – dicono in coro – sempre disponibile e pronto ad aiutare le altre persone». A scuola come nella vita. Gianluca era bravissimo con compiti e interrogazioni. Le sue materie preferite erano matematica e scienze.
Che l'apparenza non inganni, però: non era il classico "secchione" geloso della sua bravura. «Era semplicemente intelligente – tiene a precisare Riccardo – e non perdeva occasione per dare una mano nello studio a chi era meno portato di lui».
Tutte le sue passioni, dallo sport al mondo degli scout, sono lì a dimostrare quanto Gianluca amasse vivere appieno il suo presente: e il suo cuore batteva per il calcio. Quello da giocato in prima persona e quello facendo il tifo per la squadra del cuore: «Era tifosissimo del Milan», aggiungono gli amici.
I compagni del Livorno 9, ultima squadra in cui ha militato, ricorderanno per sempre quel calcio di rigore nell'ultima partita dello scorso campionato.
Un penalty assegnato dall'arbitro al novantesimo, contro la capolista Antignano Banditella, sul punteggio di 2 a 1 in favore degli avversari. Gianluca, ex giocatore proprio del Banditella, si presentò sul dischetto superando il portiere-amico Daniele per il 2 a 2 finale, prima di essere sommerso dagli abbracci dei compagni di squadra.
L'immagine di "ragazzo d'oro", spesso abusata e troppo facile da usare in questi casi, sembra davvero disegnata su misura per quel giovane speciale.
«Era simpatico, scherzoso, aperto e andava d'accordo con tutti», proseguono gli amici: «Non un litigio, non una discussione, non portava rancore nei confronti di nessuno». «Aveva tutte le qualità di questo mondo – conclude Giacomo – ogni aggettivo positivo va bene per descriverlo, era un ragazzo perfetto, lo posso assicurare».
Gli amici si chiudono nuovamente nel loro dolore. Mentre la bacheca di Facebook diventa il diario dove lasciare l'ultimo saluto al "ragazzo tutto riccioli". «Con un sorriso e una battuta riuscivi a cambiare l'umore di chiunque», scrive Alessio.
«Eri una persona speciale, sempre sorridente anche nei momenti più difficili», gli fa eco Diego. «La vita è ingiusta – dice Samuele – ma di te ci ricorderemo per sempre, perché eri un bravissimo ragazzo, sempre pronto ad aiutare gli altri». Questo era Gianluca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google