Il dolore
Niente nave e Capraia resta senza pane
«Troppo vento», due collegamenti nell’ultima settimana. Il sindaco: sabato tempo ok, Regione spieghi
LIVORNO. Appena due corse in una settimana e l’isola di Capraia resta a corto di provviste a cominciare dal pane, ma anche per trovare frutta e verdura sugli scaffali sono state giornate difficili. Colpa del vento di grecale che ha spazzato il porto, ma è polemica sulla mancata partenza del traghetto sabato. «Anche la Guardia Costiera – tuona il sindaco Gaetano Guarente – aveva dato l’ok perché le condizioni meteo non erano impossibili. Ora ci rivolgeremo alla Regione per far valere le nostre ragioni: siamo una piccola comunità ma quello del collegamento, anche in inverno, è un servizio che deve essere garantito».
Con queste condizioni meteomarine torna di attualità anche il completamento del porto commerciale. La prima tranche di lavori, infatti, si è conclusa oltre due anni fa ed è costata 9 milioni di euro finanziati dall’Autorità Portuale. Il progetto iniziale, però prevedeva anche la costruzione del prolungamento del molo di una novantina di metri per creare una diga che protegga una volta per tutte l’ormeggio dal vento proveniente da nord est.
«Rispetto al passato – conferma l’ex primo cittadino Maurizio della Rosa, ora all’opposizione – la frequenza delle corse tagliate è certamente diminuita, ma adesso è doveroso fare il passo successivo e ultimare l’opera per dare all’isola quella garanzia di collegamenti d i cui ha bisogno: i soldi ci sono ed è bene usarli».
Anche perché a Capraia si ricordano ancora la presentazione del piano triennale delle opere fatta sull’isola dall’allora presidente dell’Autorità Portuale Roberto Piccini.
La buona notizia è che ieri la nave Ahetalia, che in questo periodo dell’anno sostituisce la Liburna, ha ormeggiato scaricando viveri e persone. L’ultima volta che era successo era stato giovedì quando la motonave aveva completato le due corse previste dall’orario invernale. A causa del forte vento, invece, non aveva potuto attraccare né lunedì, né tantomeno nei due giorni successivi. È in questo lasso di tempo che l’isola è rimasta a secco di provviste, primo fra tutte il pane: in questo periodo infatti, il forno presente sull’isola sta eseguendo dei lavori di ammodernamento e dunque fa arrivare il pane dalla terra ferma, ma se la nave non arriva tutto si ferma. (f.laz.)
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