La protesta
Scherzi, poi il terrore e il caos alle scialuppe
Secondo video del Tg5 sulle operazioni di abbandono della Concordia La Procura acquisisce le immagini, forse girate da un ufficiale della nave
di Carlo Bartoli
Dopo il caos e lo smarrimento in plancia di comando, le immagini trasmesse ieri sera dal Tg5 hanno documentato il modo approssimativo con il quale si sono svolte le operazioni di abbandono della nave. Dall'equipaggio tanta buona volontà, disponibilità e attenzione, ma anche una palese difficoltà a mettere in moto la macchina del salvataggio nel naufragio al Giglio.
Le nuove immagini documentano anche l'iniziale inconsapevolezza dei passeggeri: «Mamma , ti voglio bene», dice un giovane che si lascia inquadrare sorridente dalla telecamera. «Ce la facciamo, ce la facciamo», ripete un altro senza avere l'aria di essere in preda al terrore. «Io sono di Siena», proclama un terzo, inconsapevole della gravità della situazione. Così come una giovane donna che simula il passo dell'equilibrista in bilico sulla fune, mentre si trova sul ponte della Concordia sempre più inclinato. Sono i passeggeri e i membri dell'equipaggio che si trovano a dritta, sulla fiancata che guarda l'isola e che vedono le sponde vicinissime.
Le immagini trasmesse dal Tg5 testimoniano della difficoltà che incontrano i membri dell'equipaggio nel calare in acqua le grandi scialuppe gialle. "Wait", "Hold on": si intrecciano frasi smozzicate in inglese, inframezzate dai suggerimenti dei passeggeri che assistono con sempre maggiore apprensione alle manovre. C'è un uomo in mare, da una scialuppa si tendono alcune braccia per aiutarlo a salire e alla fine l'uomo ce la fa. La telecamera inquadra altri membri dell'equipaggio che portano a una scialuppa un uomo in lettiga. Le prime scialuppe lasciano la Concordia e a bordo c'è anche qualche turista che pensa a scattare le foto della nave sulla quale centinaia di persone sono ancora in attesa di salvezza.
Poi la telecamera si allontana e inquadra le scene da bordo di una scialuppa e poi dal porto. Certamente, le riprese sono state effettuate da un uomo dell'equipaggio, certamente alto in grado, perché è potuto rimanere a lungo nella plancia di comando nella quale, in base alla ricostruzione fatta dalla ballerina moldava Domnica Cemortan, c'erano quindici persone. L'autore del filmato è a terra quando dall'interno della Costa Concordia si accendono e si spengono decine di piccole luci con le quali i passeggeri intrappolati nei meandri della nave cercano di segnalare le propria presenza.
Le nuove immagini fornite dal Tg5 confermano una notevole approssimazione nella gestione dei soccorsi di cui gli stessi passeggeri iniziano ben presto a rendersi conto. Una scialuppa viene finalmente calata e i naufraghi all'interno esplodono in grida di liberazione e battono le mani; un'altra sta per partire senza che sia stato tolto il gancio superiore che la ancora alla nave; altri gusci di salvataggio, di dimensioni più piccole, vanno alla deriva senza naufraghi a bordo. Insomma, il caos delle operazioni di salvataggio dopo il caos in plancia di comando, ma ad assolvere l'equipaggio è la dimostrazione di disponibilità, di buona volontà di cuochi, camerieri, facchini che erano ancora a bordo ad aiutare i passeggeri quando il comandante Schettino e gran parte degli ufficiali più alti in grado osservavano la scena dagli scogli del Giglio.
Il video nella sua interezza rappresenta dunque un documento di eccezionale importanza. Un documento che, afferma il procuratore di Grosseto Francesco Verusio, può «imprimere una svolta all'inchiesta e anticipare l'esito dell'incidente probatorio». Non a caso, il procuratore ha incaricato la polizia giudiziaria di acquisire il filmato originale. «Il video - ha aggiunto - è una specie di rappresentazione teatrale della plancia di comando quella sera».
Una volta visionato il filmato integrale potrebbero essere nuovamente sentiti gli ufficiali in plancia. Su chi abbia ripreso il video trasmesso dal Tg5 il procuratore Verusio ha detto: «Un'idea ce l'ho, ma non ve la dico». Ed ha aggiunto che la Procura non era al corrente fino a venerdì sera dell'esistenza del video.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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