La coperta prende fuoco muore asfissiato a 85 anni
Pasquale Mazzeo, 85 anni, stava fumando seduto sulla poltrona davanti alla tv L’allarme lanciato dai vicini di casa. Inutile il tentativo di salvarlo dalle fiamme
LIVORNO
Per una vita Pasquale Mazzeo, 86 anni da compiere il prossimo 21 marzo, ha percorso i corridoi di cliniche e ospedali nella sua veste di dirigente Asl cercando di dare una mano ai pazienti dell’Azienda sanitaria pisana. Ieri mattina, quando il suo appartamento si è trasformato in una camera a gas nessuno è riuscito a salvarlo dalle fiamme che si sono propagate all’interno del salotto e a restituirgli ciò che negli anni aveva dato: assistenza e speranza.
Per primi ci hanno provato i vicini che hanno visto un fumo denso salire dall’appartamento al piano terra di via Kossouth numero cinque, a due passi da villa Fabbricoti. «Ma non riuscivamo a scendere: l’aria era irrespirabile», raccontano con gli occhi lucidi mentre arriva la polizia scientifica per i rilievi.
Poi è toccato ai primi due agenti che sono arrivati dopo l’allarme, intorno alle 12,15. Uno di loro si è arrampicato facendo perno sul davanzale della finestra, ha fatto forza su un braccio e con l’altro si è fatto passare il manganello dal collega: una, due, tre volte ha colpito il doppio-vetro cercando di romperlo per far uscire il fumo e far entrare aria buona all’interno dell’appartamento. Ma non si è rotto.
Anche la nuora che con il figlio della vittima vive nell’appartamento attiguo si è precipitata a casa quando l’hanno avvisata di quello che era successo. Quando è arrivata davanti al portone, a stento, parenti ed amici, sono riusciti a trattenerla per evitare che varcasse la soglia.
Secondi forse inutili, forse decisivi. Fatto sta che nel momento in cui gli stessi agenti sono riusciti ad entrare nella casa, il corpo dell’anziano era sdraiato a terra vicino alla poltrona, ancora avvolto nella coperta che poco prima lo aveva ucciso.
Gli investigatori sono partiti da questa fermo immagine per ricostruire quello che era avvenuto nel salotto tra le 12 e le 12,15. In un primo momento, infatti, gli inquirenti hanno pensato che ad innescare l’incendio potesse essere stata la televisione. «Ma quella – speigavano più tardi gli stessi investigatori – è stata l’ultima cosa a prendere fuoco».
Decisive per capire la dinamica della tragedia sono state le testimonianze della nuora e della badante che da lì a qualche minuto sarebbe dovuta andare a preparare il pranzo all’anziano come faceva ogni giorno da anni e come aveva fatto anche la sera precedente.
«Pasquale – hanno ripetuto - ha il vizio del fumo – uno dei suoi passatempi preferiti è quello di avvolgersi nelle coperte per stare al caldo, mettersi sulla sedia e accendersi il sigaro».
Una ricostruzione che con il passare delle ore ha trovato riscontri sia dopo il sopralluogo da parte dei vigili del fuoco, che al termine dei rilievi da parte della scientifica conclusi solo nel primo pomeriggio.
Molto probabilmente l’ottantacinquenne si deve essere addormentato con il sigaro ancora acceso in mano, difficile dire quanto tempo sia passato tra la caduta e il momento in cui le fiamme si sono propagate dalla coperta. Quasi certamente, l’anziano si deve essere accorto dell’incendio e secondo gli inquirenti si sarebbe alzato per tentare di spegnere le fiamme, ma deve essere caduto a terra prima che il fumo gli togliesse ossigeno un po’ alla volta fino ad ucciderlo.
Il pubblico ministero Antonella Tenerani che coordina le indagini, per il momento non ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima. Per adesso è stato sufficiente il referto del medico legale che nella causa della morte avrebbe scritto «asfissia».
Se la versione dell’incidente provocato dallo stesso anziano venisse confermata anche dagli ultimi riscontri è probabile che il corpo dell’uomo venga restituito immediatamente alla famiglia, che già domani potrebbe decidere di eseguire i funerali.
Pasquale Mazzeo, rimasto vedevo molti anni fa, era padre di due figli, uno dei quali vive a Roma e che già ieri sera era dato in arrivo a Livorno per stare vicino al fratello Marco e al resto della famiglia.
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