Sicurezza
«L’ancora è stata calata a nave ormai immobile»
Per due gigliesi, testimoni oculari, Schettino non l’ha usata per l’avvicinamento all’isola. E rendono pubblica una foto inedita della notte maledetta
di Elisabetta Giorgi
ISOLA DEL GIGLIO
In questa foto si vede la Concordia che getta l'ancora, sono le ore 22,57 del 13 gennaio. La nave appare ferma nella posizione attuale, davanti al porto, e lo scatto è di un testimone oculare, Matteo Coppa, che dal molo del Giglio - la sera del naufragio - insieme all'amico Giorgio Fanciulli segue e osserva tutta la manovra del comandante della Costa Concordia. Una foto esclusiva, finora racchiusa nella macchina digitale di questo giovane ormeggiatore gigliese di 23 anni, e che aggiunge un tassello in più alla rotta del capitano, scolpendo in digitale l'orario (22,57) e la posizione esatta della nave al momento dell'ancoraggio. E' la stessa posizione attuale: i punti di riferimento sono nitidi. Si vedono lo scoglio della Gabbianara, il faro della luce verde dell'albero di ponente, gli schizzi del mare quando cala l'ancora di dritta e le due luci rosse di non governo sull'albero della nave, segno che la Costa era fuori controllo.
La foto, mai mostrata finora, mostra il momento in cui viene gettata l'ancora: la nave è nel luogo esatto in cui è ora. Ciò - dicono i due isolani - «sconfessa Schettino perché dimostra che l'ancora è stata gettata dopo lo sbandamento, quando la Concordia era già immobile, e non prima per fare la manovra come ha invece detto il comandante, il quale ha sostenuto di averla gettata per compiere una rotta disperata e forzare una virata per portare la nave fino a qui, in secca. Così non è stato, io l'ho visto e fotografato».
Già due settimane fa le immagini subacquee sembravano sconfessare il capitano: il nucleo subacqueo dei carabinieri di Genova, su incarico della Procura di Grosseto, ha ispezionato le ancore della Costa per verificare se fossero state gettate quando la nave era sempre in moto, come Schettino ha dichiarato durante l'interrogatorio di garanzia, oppure quando la nave era già ferma. Ebbene le catene, secondo queste perizie, risultano calate a piombo sul fondo. Non sono distese e non ci sono segni di trascinamento. La manovra, quindi, sarebbe stata compiuta a nave già ferma. Quest'ultima testimonianza oculare, con lo scatto fotografico che immortala la scena, punta a blindare l'orario e a mostrare la posizione della nave proprio nello stesso punto (dicono i testimoni) in cui è adesso. Lo sfondo è nitido. I punti di riferimento principali - ben visibili nella foto - sono lo scoglio della Gabbianara in mare e - sul porto - il faro con la luce verde del molo di ponente.
Proprio lì «l'ancora è stata calata a picco e i motori erano fermi; nessuna manovra disperata e volontaria stava più indirizzando la nave», racconta dunque Coppa, che ha osservato la rotta dall'inizio alla fine, e con Fanciulli l'ha ricostruita in una mappa che coincide con la ricostruzione del satellite Ais,l'Automatic Identification Systems. «La Costa ci passa davanti - racconta Matteo - Gira verso dritta, cioè alla sua destra con la prua verso l'Argentario, e resta lì ferma per un po' di tempo sbandando verso sinistra. Dopo un po' va con la poppa verso gli scogli toccando il fondo. Lì fa perno e si gira verso dritta ruotando e mettendosi nella posizione di adesso. Abbiamo visto tutto».
E' solo in quel momento che getta l'ancora di dritta (la prima delle due) che Coppa fotografa, mentre invece «abbiamo sentito dichiarare che è stata gettata quando la nave proseguiva la rotta verso nord, per girare. E invece è stata calata solo qui, nel punto in cui la nave è già sugli scogli». Dopo la prima ancora i testimoni sentono l'abbandono della nave (sette fischi corti e uno lungo), dopodiché cala l'ancora di sinistra. Dunque? Il documento fotografico e la testimonianza oculare smentirebbero Schettino (a detta dei testimoni) su almeno due punti: l'intera manovra (che per come l'hanno vista loro combacia con la ricostruzione satellitare) e la posizione in cui stata gettata l'ancora. Una testimonianza che potrebbe rivelarsi solo l'ultima delle "incongruenze" raccontate dal capitano e che probabilmente andrà al vaglio della Procura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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