Il Tirreno

Livorno

Piccoli e grandi misteri di Livorno...

Piccoli e grandi misteri di Livorno...

Mi sono sempre chiesto, da quando c'ho l'età della ragione, il perché di alcune cose che sentivo dì a Livorno: "Ma fa la bulletta, dé!", "bulletta" uguale "chiodo" o "burletta" con trasformazione...

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Mi sono sempre chiesto, da quando c'ho l'età della ragione, il perché di alcune cose che sentivo dì a Livorno: "Ma fa la bulletta, dé!", "bulletta" uguale "chiodo" o "burletta" con trasformazione della "r"? Oppure: "Dé, e mi pare la novella dello stento": chi la conosce questa novella me la comunichi per favore, che in tutta la letteratura mondiale non l'ho mai trovata. Come pure "la novella di Buettino", penso che se qualcuno la pubblicasse in questo prestigioso quotidiano farebbe un piacere a tanti!

Ancora: "Mi pai quello che mi caò sull'uscio e poi la rivoleva!": ma chi fu questo incredibile sudicione (e anche tirchio?). "Si fa così… Così ci si leva da tutti i 55". Questa incomprensibile affermazione non ha spiegazioni immediate, forse il grande Borzacchini potrebbe aiutarmi? "Sai 'osa si fa? Si fa come quello!"… Ma quello chi?! Cosa ha fatto, quello? In che contesto, in che senso, dove? Non si sa! "Te di vì sei scemo, di vì mandi i treni!" (indicando alternativamente la fronte e la bocca)... Questa poi, sentita pronunciare da una donnina anziana ar su marito in coda alle poste, m'ha levato il sonno per diversi giorni, cercando inutilmente di capì il senso. Piccoli o grandi misteri di Livorno. Un po' come i premi produzione dei dirigenti del Comune: migliaia di euro, sottratti magari alla cultura che, se'ondo me, produce parecchio di più.

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di Redazione web