Sicurezza
Ora nel Pdl è guerra aperta C’è anche chi si fa da parte
Dopo il video del caos pubblicato dal Tirreno Tamburini chiede scusa agli elettori «Da oggi partecipo solo al consiglio». Vaccaro: I colpi bassi? Ha iniziato Gragnoli
LIVORNO
Ora nel Pdl livornese è guerra aperta. Dopo il video dell’acceso incontro con Paolo Barabino pubblicato in esclusiva dal Tirreno, gli esponenti di spicco del partito si dicono «disgustati». E c’è anche chi è pronto a farsi da parte.
«Sono rimasto esterrefatto – interviene Bruno Tamburini, capogruppo di uno dei due Pdl in Comune – anche ai tempi del movimento sociale quando era aria di congresso volavano le sedie, ma nulla trapelava all’esterno. Non ho iniziato a fare politica nel ’99 a Livorno per poi finire su youtube, è un modo di fare che non mi appartiene».
In quel filmato girato di nascosto all’incontro col candidato alla segreteria, i presenti chiedono senza mezzi termini di fare fuori dalla corsa politica l’area di Marcella Amadio: altrimenti niente sostegno. Tamburini arriva anche a dirsi pronto ad aprire una nuova sede, «con un suo organigramma». Ma ecco l’annuncio inaspettato: «D’ora in avanti, per rispetto di chi mi ha dato la sua preferenza, mi dedicherò esclusivamente a portare avanti le idee del Pdl nazionale nell’aula consiliare. Quello che è accaduto è vergognoso, chiedo scusa agli elettori».
La capogruppo del Pdl in Provincia, Costanza Vaccaro, respinge le accuse di aver architettato le riprese e dice che «non condivido questi metodi scorretti, ma non biasimo chi ha fatto il filmato dopo mesi in cui si è dovuto difendere dalle ingiurie». Parla di «clima da guerra civile, colpi bassi e toni esasperati che non sono partiti da noi, ma dalla parte che fa riferimento a Benito Gragnoli». Che per inciso è suo collega in Provincia. Il clima è questo. E il 3 marzo dovrebbe partire il congresso.
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