Il Tirreno

Livorno

Lite tra i vertici Pdl e Paolo Barabino: ecco tutta la verità

di Juna Goti
Lite tra i vertici Pdl e Paolo Barabino: ecco tutta la verità

«O con noi o con l’Amadio» e scoppia la bagarre: il video Il candidato alla segreteria non smentisce l’alleanza

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Smentisca l’alleanza con Amadio o sarà guerra». «Ma lei rappresenta un’anima del partito». E scoppia la bagarre. A poco meno di un mese dal congresso che deciderà il nuovo coordinatore provinciale del Pdl (3 marzo), salta fuori un video che svela tutte le divisioni interne al partito, diventate voragini nella corsa alla segreteria. Il video (che pubblichiamo su www.iltirreno.it) è stato girato alla riunione di dirigenti e iscritti convocata il 26 gennaio nella sede Pdl in piazza Grande: quel giorno Paolo Barabino aveva raggiunto il capoluogo per presentare la sua candidatura al congresso.

L’avvocato Barabino, che guida il centrodestra cecinese, alle ultime elezioni amministrative ha portato il partito a uno storico ballottaggio. Non è un segreto che la sua candidatura al congresso sia stata caldeggiata dall’ex ministro Altero Matteoli. Così come non è un segreto che la capogruppo di uno dei due Pdl in Comune, Marcella Amadio (che è da sempre nemica di Matteoli, ma ha dalla sua 700-800 tessere) sia pronta a sostenerlo. All’assemblea Barabino non lo smentisce, scatenando la bagarre.

«Sarai una guida in miniatura». Nel video si sente chiaramente il capogruppo dell’altro Pdl comunale, Bruno Tamburini, dire all’avvocato che «l’alleanza che hai stipulato con Amadio è contro natura: ha sfasciato An e sfascerà il Pdl. Lo pensava anche Benito Gragnoli fino a qualche tempo fa, mi piacerebbe capire perché ha cambiato idea». E via col fuoco incrociato al consigliere provinciale. Barabino dà il via all’incontro presentando la sua mozione all’insegna della «necessaria unità del partito e del gruppo consiliare». Lacerato da anni di guerre politiche e personali tra ex An, ex Forza Italia, filo Amadio, filo Tamburini, filo Taradash e ora anche filo Vaccaro. Ma le parole rivolte al segretario cecinese, reo di «non conoscere affatto il territorio», sono da subito durissime, in qualche caso al limite dell’offesa. «Un soggetto scaraventato in politica due anni fa che non conosce nessuno e che nessuno conosce – attacca Tamburini – se è costretto pur di vincere ad allearsi con Amadio merita tutta mia non stima». Poi il colpo di scena: «Proporrò agli amici una sede alternativa, con un suo organigramma. I due gruppi in Comune non si uniranno mai: nei confronti di quello di Amadio non è stato preso alcun provvedimento nonostante fosse stato disconosciuto dal partito. Vorrà dire che andremo avanti anche noi». Per finire con: «Sarai solo una guida in miniatura, poco più di un segretario comunale di Cecina».

«O noi o Amadio». Una delle iscritte prende il microfono e lo dice senza mezzi termini: «Fare a meno di Amadio, che ci ha dileggiato sulla stampa, è la condizione sine qua non per sostenerla. Mettere di nuovo in pista persone che con una lettera ufficiale del coordinamento sono state designate come non Pdl mi sembra una forzatura».

Partito in imbarazzo. Nel corso degli interventi gli iscritti descrivono un Pdl nel dramma: «I commissari non ce l'hanno fatta a guidare questo partito, e sono due onorevoli. Lei, con questa mozione ingenua, la fa troppo facile». L’avvocato mantiene la calma: «Può darsi che sia ingenua, ma è l’unica strada percorribile per fare l’interesse del partito e della gente. So che dovremo scalare l'Everest, ma dobbiamo puntare all’unità se vogliamo un partito credibile, un'alternativa alla sinistra che governa i nostri territori». «Se continuiamo col capogruppo di Livorno che parla male di quello di Cecina e così via – ripete – una grossa figura non la facciamo ...».

«Non ho fatto nomi ma...» Quanto ad Amadio «non ho problemi né con loro né con voi – mette le mani avanti il cecinese – a livello regionale e nazionale mi hanno sempre parlato di volontà di ricreare unitarietà». La platea si scalda. C’è chi grida: «Dica chiaramente che non vuole le tessere di Amadio, se non smentisce questo non ha credibilità». «Non devo smentire proprio niente – controbatte lui – con tutto il rispetto per tutti, ad oggi Amadio rappresenta un'anima del Pdl. Date l'ok alla mozione, ci siederemo intorno a un tavolo e troveremo le persone più indicate: a oggi i nomi non ci sono».

«Candidato calato dall’alto». La capogruppo del Pdl in Provincia, Costanza Vaccaro, diventa un fiume in piena e prova a rivendicare il sostegno della maggioranza degli eletti («Questo non è il fortino dei Vaccaro boys»). «Avrei preferito – tuona – che anziché essere concepita artificialmente, la tua candidatura fosse scaturita dal popolo del Pdl. Queste calature dall'alto, potenti investiture, danno un immagine del partito vecchio, anacronistico e perdente». E ancora: «Come fai da uomo vicino a Matteoli a candidarti alla segreteria con le tessere di colei che le ha usate per delegittimare lo stesso Matteoli e tutti noi? Anche se siamo politici e qualche volta dobbiamo tapparci il naso, ca nessuno è fesso… senza quei numeri col cavolo che ti saresti candidato al congresso». Tutto amor che cresce?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web