Il Tirreno

Livorno

«Condizioni critiche, 48 ore decisive»

di Giulio Corsi
«Condizioni critiche, 48 ore decisive»

Resta grave il bimbo colpito da meningite. L’Asl sottopone a profilassi 107 alunni e genitori dell’Immacolata

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di Giulio Corsi

LIVORNO

«Sta rispondendo alle terapie ma la situazione resta critica. Le prossime 24, 48 ore saranno decisive». Il bollettino dell'ospedale Meyer lascia le porte aperte alla speranza per il piccolo di tre anni e mezzo che mercoledì sera è stato trasferito d'urgenza a Firenze dopo che gli era stata riscontrata una meningite batterica in forma aggressiva. Il piccolo è ricoverato al reparto di malattie infettive e monitorato costantemente dai medici. Intanto ieri gli alunni dell'istituto Immacolata, l'asilo che frequentava il bambino, sono stati tutti sottoposti a profilassi, la stessa che giovedì sera - appena accertato il tipo d'infezione - era stata eseguita sui suoi compagni di classe e sui loro genitori. In totale sono stati somministrate 107 dosi di sciroppo antibiotico.

Condizioni critiche. Dal Meyer si riservano la prognosi ancora per 24, 48 ore. E’ questo il periodo decisivo in cui l’infezione fa più paura. Tuttavia - per fortuna - sottolineano che il bambino, per quanto critico, sta rispondendo alle terapie. Il piccolo, dopo essere stato trattato alcune ore a Livorno nella giornata di mercoledì, era stato trasferito d’urgenza all'ospedale pediatrico fiorentino a bordo di un’ambulanza del 118. Il suo dramma e quello dei genitori era iniziato lunedì notte quando al piccolo era venuta la febbre. Ma nessuno poteva pensare a una meningite.

La situazione è precipitata mercoledì quando i familiari hanno notato che la febbre era salita e il piccolo aveva smesso di rispondere con vivacità agli stimoli esterni. Così l’hanno portato in ospedale dove dopo gli accertamenti è arrivata la diagnosi choc: meningite batterica, in una forma aggressiva.

Tutta la scuola all’Asl. Erano le 18.30 quando è arrivata la certezza che si trattava di meningite. Immediatamente mentre in ospedale si lavorava per sottoporre il piccolo alle prime terapie, i medici hanno allertato suor Letizia, la direttrice dell’Immacolata, chiedendole di mettersi in contatto con tutte le famiglie dei compagni di sezione dello sfortunato bambino per recarsi immediatamente all’ufficio di sanità pubblica di Borgo San Jacopo per essere sottoposti a profilassi. E così è iniziata la lunga processione dei 26 compagni di classe e dei loro genitori durata fino quasi a mezzanotte.

Le 40 dosi di profilassi che l’Asl aveva a disposizione sono andate esaurite visto che sono state distribuite anche a insegnanti e ad alcuni genitori. Immediatamente è partita la richiesta dell’azienda sanitaria al magazzino dell’area vasta di Pisa dove ieri in prima mattinata sono arrivate le dosi necessarie per sottoporre a terapia anche gli altri bambini delle altre classi iscritti all’asilo. «Per fortuna molti bambini in questi giorni erano a casa con l’influenza - racconta suor Letizia -. Devo dire che l’unico giorno a rischio per il contagio è stato quello di lunedì, visto che nei quattro giorni precedenti la scuola era chiusa per l’emergenza neve e che da martedì il bambino non è più venuto per colpa della febbre». Nessun intervento invece sugli alunni delle elementari dell’Immacolata. «L’ufficio igiene dell’Asl ha detto che non era necessario visto che i locali delle aule e della mensa sono diversi e che dunque non può esserci stato contagio».

I pericoli del contagio. «Come da prassi per le scuole materne abbiamo esteso la profilassi ai bambini delle altre classi seppur presentino rischi di contagio sicuramente minori - spiega Maria Gloria Marinari, responsabile della prevenzione dell’Asl -. L'intervento tempestivo dovrebbe aver scongiurato qualsiasi possibilità di contagio, ad ogni modo, abbiamo raccomandato a tutti di stare all'erta per i prossimi 10 giorni in casi di improvvise febbri acute o malesseri generali».

Le lacrime delle mamme. Il dramma della famiglia del piccolo è diventato il dramma delle 105 famiglie che hanno i figli all’asilo di via Serafino De’ Tivoli. E non solo per la paura del contagio ma per la partecipazione con cui gli altri genitori da mercoledì sera stanno vivendo questa storia. «Stamani (ieri, ndr) molte mamme hanno accompagnato i loro figli in classe con le lacrime agli occhi - racconta suor Letizia -. E anche gli amichetti più stretti del piccolo ricoverato avevano gli occhi tristi e volevano sapere come stava il loro amico. Per fortuna le notizie che ci arrivano da Firenze dicono che ci sono segni di miglioramento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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