Gioco
Comune, sì al consiglio aperto sulla sanità
I capigruppo danno l’ok: seduta a fine febbraio. Il Pd (contrario) è ancora in disaccordo con gli alleati
LIVORNO
Alla fine il consiglio comunale aperto sulla sanità si farà. Almeno questo è l’indirizzo dato dai capigruppo delle forze politiche presenti in Comune che ieri mattina si sono riuniti alla presenza del presidente del consiglio, Enrico Bianchi (Pd).
La coalizione di centrosinistra ha scricchiolato anche ieri, con il Pd in una direzione e gli alleati in un’altra. Alla fine, comunque, è stata fissata anche una data probabile: lunedì 27 febbraio, con possibilità di far slittare la seduta aperta al martedì o al mercoledì immediatamente successivi.
«La conferenza dei capigruppo consiliari – scrive Marco Cannito (Città Diversa) – ha approvato la convocazione, per la fine di febbraio, di un consiglio comunale aperto agli interventi dei cittadini sulla situazione sanitaria livornese. È passata la nostra proposta, avanzata con un documento motivato al sindaco e al presidente del consiglio, dopo avere raccolto le numerose richieste provenienti da comitati e organizzazioni di cittadini e sindacati».
Alla conferenza di ieri (assenti il sindaco Cosimi e l’ex sindaco Lamberti) il capogruppo del Pd, Massimo Gulì, si è trovato isolato. Già in consiglio comunale (supportato da molti dei suoi, come Alessandro Latorraca) Gulì aveva espresso dubbi sulla possibilità di fare il consiglio aperto. «Non è previsto dal regolamento», aveva detto, optando semmai per una seduta a tema. «Il regolamento non lo prevede ma non lo esclude», controbatte Cannito. Ne sono convinti anche i leader di Sel (Lamberto Giannini) e Idv (Andrea Romano). Insieme ai rappresentanti dell’opposizione hanno quindi appoggiato la proposta di Città Diversa che salvo colpi di scena andrà in porto.
Resta da capire con quali modalità potrà svolgersi il consiglio aperto alla città Lo stesso Gulì, isolato dagli alleati, alla fine ha ceduto chiedendo però di concordare come sarà organizzata l’assemblea.
Le strade sembrano essere due: chi prenota per tempo interviene, oppure sono i capigruppo a invitare rappresentanti di cittadini e associazioni calendarizzando gli interventi. È quanto proposto, ad esempio, da Cannito: «Programmiamo gli interventi e diamo la parola ai sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Fials, comitato per la salute che ha raccolto le firme contro le liste di attesa, Tribunale dei diritti del malato, rappresentanti della Consulta del volontariato e dei genitori dei figli autistici di villa Porcelli».
Nel corso della riunione è stata anche discussa con esiti postivi la proposta del consigliere di Idv, Lorenzo Del Lucchese, che chiede di organizzare una seduta del consiglio in carcere.
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