Gioco
Idea MandelaForum per il PalaLivorno
I gestori del palasport fiorentino e il Coni si propongono per la gestione «Ma da un anno stiamo aspettando una risposta dal Comune»
LIVORNO
Il gigante riaprirà la prossima settimana per le due tappe livornesi del tour di Jovanotti, ma negli ultimi otto mesi i suoi portoni sono stati aperti appena quattro volte: domenica 11 settembre quando dette asilo ai seimila residenti della Venezia evacuati durante le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato sui fossi, per la mostra di elettronica, modellismo e divise militari del primo weekend di novembre, per la fiera degli sposi il fine settimana successivo e per il Circo Nero di capodanno.
Possibile per il palasport più grande della Toscana (8033 posti che possono diventare 9000), per una struttura con un parcheggio di 1300 posti auto, per il tempio del basket che la Livorno degli anni Ottanta ha sognato e mai visto, nato dopo un parto lungo 16 anni in cui la cultura sportiva della città ha vissuto una rivoluzione, con la sparizione delle due squadre di basket e con esse la disintegrazione della passione dei livornesi che aveva creato l’esigenza di un’arena moderna che accogliesse molti più spettatori di quanti ce ne stavano in via Allende?
Possibile, se è vero che anche ForumNet - gestore del Mediolanum Forum di Milano e del PalaLottomatica di Roma, non esattamente l’ultimo arrivato - ha avuto difficoltà a tenere viva quella cattedrale e con due anni di anticipo ha deciso di interrompere l’accordo che lo legava al gigante di Porta a Terra.
Ma impossibile, se è vero che nel 2010 al Mandela Forum di Firenze, appena cento chilometri ad est di Porta a Terra, sono entrate 510mila persone con un utilizzo quotidiano dell’impianto. E ancora più impossibile se è vero che proprio i gestori del Mandela Forum insieme a un gruppo di livornesi capitanati dal presidente del Coni Gino Calderini da oltre un anno bussano alla porta del Comune per prendersi in carico la struttura. Che invece per adesso resta nelle mani di palazzo civico, inutilizzata (vedi gli appena quattro eventi dal primo giugno 2011) e inutilizzabile (visti i costi di affitto), in attesa del dialogo competitivo tra i soggetti che a luglio scorso hanno risposto all’avviso di manifestazione d’interesse per la gestione pubblicato dal Comune. «E pensare che noi abbiamo un progetto già ben definito che trasformerebbe il PalaLivorno in una sorta di alter ego del Mandella Forum della costa toscana, ma da un anno non abbiamo risposte», dice il presidente del Coni, Calderini. Anche se il sindaco Cosimi spiega: «Abbiamo bisogno di un bando pubblico non di una convenzione con un privato».
Non solo sport. Calderini racconta di un dialogo che va avanti da più di un anno ma che per adesso non ha prodotto niente. «Era fine 2010 e dopo vari incontri in giunta Coni sulle difficoltà relative agli impianti sportivi cittadini pensai che una soluzione poteva nascere dalla fine di quella deturpazione che nasceva dal mancato utilizzo del PalaLivorno - racconta il numero uno del Coni provinciale -. Così andai dal sindaco Cosimi e gli chiesi se era interessato a che noi elaborassimo un progetto. Ricevetti l’ok e iniziai a lavorare con un obiettivo e una certezza. L’obiettivo: che quella struttura bellissima ma inutilizzata andava rivitalizzata. La certezza: che lo sport da solo non poteva bastare per coprire i costi di gestione».
Firenze dice sì. Calderini continua: «Scoprii che Massimo Gramigni, mio vecchio amico negli anni Settanta tra Arci e Uisp, era presidente dell’Associazione palasport di Firenze, grande organizzatore sia degli eventi culturali e di spettacolo del Mandela Forum che dei vari progetti sportivi che si svolgono al suo interno. Lo contattai e gli chiesi se l’idea di lavorare a un progetto per il PalaLivorno lo attirava. Lui disse sì, ci vedemmo, stilammo un piano di lavoro e tornai dal sindaco che mi mandò da Ritorni allora assessore allo sport ma in due mesi Claudio non mi dette risposte. Allora tornai da Cosimi e il 28 marzo misi ogni cosa per scritto».
Su carta intestata Coni partì una lettera al Comune in cui si presentava un’ipotesi di lavoro per la gestione del palazzo, «creando manifestazioni provinciali, regionali e nazionali che qualifichino la struttura».
Un anno perso. Nella lettera il presidente del Coni spiega la volontà di creare un’associazione senza scopo di lucro costituita dai tre soci attuali del Mandela, da Calderini e da eventuali membri scelti dall’amministrazione. Ma non arriva risposta.
A giugno termina l’accordo con Forum Net e il 7 luglio viene pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse per la gestione e la sponsorizzazione. Rispondono in undici, tra cui Calderini & Gramigni (che nel frattempo si erano costituiti in comitato). E in attesa che parta la seconda parte della procedura (il cosiddetto dialogo competitivo tra i soggetti interessati a gestire la struttura alle condizioni del Comune) in questi mesi le chiavi del palazzetto vengono utilizzate appena quattro volte.
«E’ stato perso un anno - commenta Calderini - perché se con questi tempi si va a dare la gestione forse a primavera e si perderà l’estate quando la struttura è poco utilizzabile, mentre se fosse stato anticipato tutto... In particolare però ci dispiace che ci si ostini a puntare per forza sulla gara, già dimostratasi errata con Forum Net, quando l’esempio fiorentino ci dice che ci sono altre strade».
Un Mandela bis. Il progetto su cui il Coni spinge da un anno è quello di un contratto di servizio stipulato tra Comune e Comitato per la gestione del PalaLivorno, proprio come accaduto a Firenze, dove Palazzo Vecchio dà un contributo di 130mila per aiutare una gestione fatta soprattutto di volontariato ma ben funzionante. «Venticinque weekend su 50 impegnati per manifestazioni sportive, dalla danza alla ginnastica alle arti marziali - spiega Calderini -, dieci, dodici concerti l’anno, mostre, spettacoli, apertura mattutina per le scuole e per gli anziani, uso del tetto per lo sfruttamento di energie rinnovabili, e uso dei numerosi locali interni come sedi delle federazioni sportive». A leggerle così sembra uno di quei disegni belli sulla carta ma irrealizzabili nei fatti. «Ma non è così, a Firenze funziona esattamente in questo modo dal 2004 - continua Calderini -. Anzi lì c’è anche il cinema all’aperto, organizzano gare indoor di atletica leggera d’inverno e hanno un circuito nazionale di pallavolo e basket. Hanno due sostenitori forti come la Fondazione Monte dei Paschi e l’Unicoop, vincolati a ristrutturare il palazzo, e cinque fornitori ufficiali come Obi, Sibe, Sammontana, Mukki e Publiacqua». Il sistema insomma è pensato bene e negli anni si è oliato nel modo migliore. «Sarebbe bello esportarlo a Livorno e costruire qui un polo non concorrenziale ma alternativo al Mandela per attirare quel pubblico della Toscana costiera che non riesce a catturare il palasport fiorentino. A Firenze il palazzo è utilizzato quotidianamente, è parte integrante della città e fornisce servizi completi per ogni esigenza. Arriva l’Asl che deve fare un concorso? Loro chiavi in mano danno tutto l’occorrente: dai cuscini per sedersi alle penne al servizio stewart. Potrebbe accadere anche qui».
Ma il Comune di Livorno continua a pensare al bando. «Non mi sembra l’idea migliore. Così come non è vincente l’idea di gestirlo direttamente come sta accadendo da quando ForumNet se n’è andata. Se pensano di fare campionati di danza o di scherma con federazioni che hanno pochi soldi ai prezzi che sono costretti a chiedere per coprire le spese di apertura del palazzo, non li faranno mai. A meno che non trovino sempre un Fremura...», commenta Calderini. Chiara la risposta di Cosimi: «La proposta è interessante ma abbiamo bisogno di un bando pubblico».
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