Sicurezza
«Rioni da risanare, ecco come si alleano pubblico e privati»
Ricci (costruttori Ance): d’accordo con Marson, smettiamola di consumare territorio e riqualifichiamo le zone degradate
LIVORNO
La discussione sul piano regolatore bussa alle porte e se i costruttori di Confindustria prendono la parola per cosa sarà mai se non per chiedere di allargare le aree edificabili, di smetterla con lacci e lacciuoli, di rendere costruibile anche chissà cosa? Alberto Ricci, numero uno delle imprese confindustriali nel settore edilizia e da un anno leader regionale dell'Ance, dribbla i cliché e prova a impostare una nuova strategia di sviluppo anche per il proprio settore.
In calo addetti e imprese. «Lo dico a ragion veduta - afferma - perché siamo noi costruttori per primi ad avere interesse a non degradare il territorio, visto che il valore immobiliare ne risente molto. E non possiamo star qui a far da spettatori a una difficoltà che le cifre raccontano bene: nell'ottobre scorso alla Cassa edile si contavano 2.750 iscritti (contro i 3.540 di tre anni prima) con 675 imprese (erano 832 nello stesso mese del 2008). È sparito l'equivalente di un intero stabilimento Solvay nel silenzio più assoluto...».
E allora, Ricci su cosa suggerisce di puntare? "Sulla rigenerazione urbana, - afferma - in linea con la nuova normativa regionale: anziché consumare nuovo territorio, meglio riqualificare quello che c'è".
D’accordo con Marson. A sorpresa il capo dei costruttori si dice «perfettamente d'accordo» con l'assessore Marson, bestia nera dei cementificatori: «C'è da cambiare tutti mentalità: la nostra è una città in cui i poteri pubblici si sono impegnati molto nel risanamento dei quartieri nord. Ma in modo classico: con le istituzioni pubbliche che recuperano i soldi e poi appaltano i lavori. Solo che in situazioni come adesso la carenza di finanziamenti pubblici rischia di fermare ogni progetto. Ecco perché serve un'alleanza con noi privati per formule di "project financing". Si individuino le aree da risanare, ovviamente si guardi a creare i presupposti in termini di compatibilità economiche per evitare che le idee restino ferme al palo».
La Confindustria va a caccia di una variante anticipatrice per far girare il motore del l'edilizia? «In realtà, – dice Ricci – io penso che le varianti anticipatrici abbiano un valore emergenziale, anche perché non penso che il nuovo disegno urbanistico della città lo avremo prima della fine della legislatura».
L’ingranaggio fece flop. Nel rapporto pubblico-privato bisogna mettere a punto qualche ingranaggio che «funzioni un po’ meglio di quel che è accaduto nell’attuale Prg», dice Ricci. Il riferimento è a quel meccanismo per cui la proprietà di un’area ne dava il 90% al Comune e in cambio poteva edificare: tutto fermo perché la proprietà fondiaria è spezzettata e i proprietari non si sono messi d’accordo. Non solo: «Il risultato pratico sono state le cosiddette “matite”, una ridotta superficie lorda distribuita su 3-4 piani. Lo si è visto a Montenero e a Salviano, ma non sembra più gradita dal mercato. La riqualificazione si fa in un altro modo» .
Della giunta del governatore Rossi, il numero uno dei costruttori Ance apprezza «il sano pragmatismo e la disponibilità a ragionare con concretezza operativa» («c’è un cambio di passo rispetto alla giunta precedente nel segno della Toscana felix»).
Tecnicamente, secondo Ricci la soluzione operativa alla quale guardare può essere il “project financing” oppure il “leasing in costruendo”. «È l’unica via – afferma – per consetire alle istituzioni pubbliche di far marciare le opere pubbliche anche in periodi come questo in cui hanno pochissima capacità di spesa in proprio. La formula leasing, ad esempio, essendo in capo al finanziatore consente che, nella contabilità relativa al rispetto del patto di stabilità, possa figurare solo la quota del canone anziché l’importo complessivo».
«Conviene a tutti». Non è l’unico vantaggio, secondo l’esponente confindustriale: l’amministrazione pubblica – sottolinea – individua il fabbisogno, ha la certezza dei tempi di realizzazione e del costo annuo di esercizio (visto che contrattualmente si può stabilire un altolà agli imprevisti), l’impresaa ha tutto l’interesse a sviluppare il progetto perché il decreto sviluppo le offre la prelazione in caso di vendita dell’opera.
Ricci ricorda che la Regione «sembra orientata a utilizzare queste nuove foprme di intervento sia sulla superstrada Fi-Pi-Li sia sull’Autopalio».
Fin qui l’attenzione è stata circoscritta a quello che un tempo era il settore degli appalti pubblici. Ma – avverte Ricci – «per l’80% il nostro lavoro quotidiano è su committenza di privati».
Di che ci sarebbe bisogno? Per il presidente dei construttori Ance occorrerebbe un ventaglio di strumenti che sul fronte della fiscalità possa premiare o categorie (ad esempio mutui a tasso zero per giovani coppie) o comportamenti vituosi (acquisizione prima casa, risparmio energetico). «Ma – aggiunge – il problema vero è che finché non riparte il Paese non c’è disponibilità di risparmi o fiducia nello spenderli. Oltretutto, per i problemi delle banche, è talvolta perfino difficile avere i mutui».
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