Il Tirreno

Livorno

Il porto si è rimesso in moto

di Mauro Zucchelli
Il porto si è rimesso in moto

Bene contenitori, auto e cabotaggio: ma il flop del petrolio azzoppa il dato totale (meno 2,1%)

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LIVORNO

Al tirar delle somme, il porto non ce l’ha fatta a superare la soglia simbolica dei 30 milioni di tonnellate movimentate nel corso dei dodici mesi del 2011. Seppur di poco: 29.672.526, con una flessione del 2,1% rispetto all’anno precedente. Ma attenti a non farvi portare fuori strada dal primo colpo d’occhio nell’analisi delle cifre sfornate dall’Authority.

Partita doppia. Vale la pena di mettere l’accento su due aspetti. L’uno riguarda il fatto che il tonnellaggio è in arretramento rispetto ai 30,3 milioni dello scorso anno ed è tornato appena al di sopra degli standard del 2007, prima dell’apocalisse che nel 2009 precipitò la movimentazione a 26,7 milioni dopo che l’anno precedenteaveva oltrepassato quota 34. Ma anche in un super-porto come Genova questo dato è in diminuzione (meno 0,6%) e bisogna tornare indietro di dieci anni per trovarlo così in basso.

Il patatrac del petrolio. L’altro tassello del puzzle? Sta nel fatto che sul fronte delle merci in realtà il segno “meno” è determinato dal flop di una sola tipologia: quella delle rinfuse liquide, in sostanza i prodotti petroliferi, giù in picchiata del 16,2%. E questo dovrebbe cominciare a far suonare i campanelli d’allarme sul destino del complesso petrolchimico di Stagno: dopo la netta frenata dell’import export nella prima metà del decennio scorso, nel 2009 si arrivò al tentativo Eni di disfarsene...

Il resto è ok. Eccezion fatta per le rinfuse solide, tutte le altre tipologie di traffico – cioè la polpa reale del business delle banchine – il porto mette in fila segnali di crescita. A cominciare dai contenitori: l’incremento è del 4,3% se guardiamo al tonnellaggio e dell’1,5% se contiamo i teu. Questi ultimi però non volano oltre quota 638mila: meglio del tracollo patatrac dei due anni precedenti, in cui gli scambi sulle grandi rotte sono stati frenati dalla crisi mondiale, ma ancora al di sotto del livello raggiunto nel 2004.

La ripresina. Vale la pena di tenerlo presente: per capire che rispetto al tunnel della crisi il porto sta vivendo una ripresina, ma siamo ancora lontani dall’aver ricostituito quel che avevamo nel 2007.

Autostrade del mare. Sul breve periodo è però importante segnalare che si rafforzano le “autostrade del mare”: il traffico ro-ro ha raggiunto i 10,7 milioni confermandosi al primo posto fra le varie tipologie. È tornato a crescere in tonnellaggio (più 3,7%), anche se ovviamente l’Authority mette in luce una percentuale più che doppia (8,8%) che riguarda l’impennata sul fronte dei mezzi commerciali imbarcati e sbarcati (oltre 331mila). «Dopo tre anni di decremento», ricordano da Palazzo Rosciano.

Le auto si rimettono in moto. Da non sottovalutare anche l’impatto, in termini di ricadute occupazionali, del traffico di auto nuove: 466mila, il 10,5% in più rispetto all’anno precedente.

Crociere: ancora un boom. Ma il boom più rilevante va cercato altrove: fra le love boat anziché sulle banchine merci. Ormai siamo a una spanna dal milione di croceristi: 982.928 a esser proprio precisi. Mai così tanto: quanto basta per farci schizzare all’insù del 19,5%. L’Authority mette l’accento sul fatto che oltre 41mila di essi hanno utilizzato Livorno come capolinea, dunque con una crescita del ruolo (e della ricaduta sulla città).

Ma i traghetti no. Conosce invece una brusca battuta d’arresto l’altra metà del traffico passeggeri, quello dei traghetti: di poco sopra i due milioni (2.085.119), dunque il 18,3% in meno a confronto con il dato 2010. Non è un dato da poco ma già fin da prima dell’estate scorsa se ne poteva avere l’avvisaglia con il flop delle prenotazioni su traghetti rincarati anche del 70%: anche a Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, rilevano che si è interrotto un trend di crescita che, con la sola eccezione del 2007, durava ininterrottamente dal ’99. I traghetti hanno sofferto anche Genova (meno 16,7%, con le crociere che hanno perso il 7,2%). Il sorpasso è a portata di mano: ormai, fra traghetti e crociere, solo 46mila passeggeri ci separano da Genova.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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