Gioco
Azione cautelativa dei pescatori depositata in Procura
La preoccupazione dei lavoratori per la vicenda della Costa L’avvocato: «Così possiamo seguire tutti i passaggi»
PORTO SANTO STEFANO
Ieri mattina i pescatori delle cooperative di Porto Santo Stefano e Porto Ercole hanno fatto il loro ingresso alla Procura di Grosseto, rappresentati dagli avvocati romani Pierpaolo Lucchese e Silvia Sclano. Tra i documenti finiti sul tavolo dei pm, per la faccenda del naufragio della Concordia, ci sono ora anche le carte dei pescatori argentarini. Non c’è costituzione di parte civile, ancora. Non è possibile infatti né quantificare e nemmeno prevedere se un danno per chi vive di mare e di pesca all’Argentario ci sarà. «L’intervento fatto dai pescatori che si sono rivolti al nostro studio - spiega l’avvocato Lucchese - è un intervento cautelativo. Loro sono fiduciosi nelle istituzioni e anche positivi rispetto ai dati che escludono la contaminazione delle acque, ma vogliono seguire le indagini dall’interno». E l’unico modo è presentare quelle carte alla Procura.
I pescatori che hanno scelto questa strada sono quelli che solcano quel mare e tornano a casa con le reti piene di pesce da vendere. Nelle ultime settimane si sono incontrati più volte con il sindaco Arturo Cerulli, e per ora non sono stati danneggiati dal naufragio della Costa. Ma non si sa mai. «La loro preoccupazione maggiore riguarda senza dubbio l’ambiente - spiega l’avvocato - e si augurano di non dover avere preoccupazioni di questo tipo». Ma con un carico da 2mila 400 tonnellate di carburante stoccato in quei serbatoi in balìa del vento e delle onde, c’è poco da starsene sereni.
L’avvocato Lucchese, ieri, dopo il deposito degli atti alla procura è ripartito per l’isola del Giglio. «Ci sono alcuni aspetti da approfondire - dice - anche perché già nell’ipotesi della procura è stato inserito il reato di disastro colposo». Questo significa che gli indagati, una volta rinviati a giudizio, potrebbero rispondere anche di tutti i danni che sono stati provocati alla salute, al territorio, all’ambiente del Giglio e dell’Argentario.
I pescatori, però, a questa ipotesi non vogliono nemmeno pensare.
«La loro preoccupazione è legittima - aggiunge Lucchese - ma la speranza di tutti è che quel carburante venga tolto dai serbatoi senza che ci sia contaminazione per l’ambiente. Per loro sarebbe una tragedia».
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