Sicurezza
Sciarpe e cappelli in aula, a scuola riscaldamenti ko
Problemi nelle scuole di ogni ordine e grado. A causa del freddo nelle aule alcuni genitori sono stati costretti a portare a casa i loro figli
Dopo l'ondata di gelo che aveva portato la maggior parte dei sindaci toscani a chiudere le scuole in via precauzionale, ieri gli alunni sono tornati in classe e per alcuni di loro il rientro non è stato proprio "caloroso". Aule fredde, riscaldamenti spenti e caldaie fuori uso hanno spinto alcuni genitori a riportare i propri figli a casa.
PRATO. La situazione più delicata, tanto che quasi tutti i genitori hanno riportato a casa i propri figli, la si è avuta alla scuola primaria Salvo D’Acquisto a Tavola. «Sono stata avvertita alle 7,30 che la caldaia era andata in blocco e non partiva il riscaldamento - spiega la direttrice Maria Grazia Ciambellotti - ho subito segnalato il problema all’assessore Rita Pieri. Intorno alle 9,15 i tecnici hanno fatto ripartire regolarmente l’impianto ma ormai quasi tutti i bambini erano stati riportati a casa dai genitori. Su duecento soltanto 35-40 alunni sono rimasti a scuola. Forse si è agito con un po’ troppa fretta: bastava pazientare poco». Altrettanti disagi, sempre per una caldaia in blocco, alla scuola primaria di Casale. In questo caso però si è ovviato al problema impiegando delle stufe elettriche in ogni classi fino all’arrivo dei tecnici. Temperature rigide anche alla scuola materna di Borgovalsugana, stando a quanto ci ha segnalato una mamma. Dispiaciuta per l’accaduto l’assessore all’Istruzione Rita Pieri che, tra l’altro, aggiunge altri due contrattempi: l’acqua ghiacciata nelle condutture delle scuole materne Corridoni e Figline. «E’ vero - conferma l’assessore Pieri - , abbiamo tenuto gli impianti di riscaldamento accesi anche nel fine settimana per far trovare ai bambini un ambiente confortevole e accogliente, purtroppo le temperature rigide dell’altra notte hanno provocato questi blocchi che, comunque, sono stati risolti nel giro di pochissimo tempo. Nel caso della scuola di via Borgovalsugana però non si è trattato di un blocco alla caldaia. I termosifoni erano accesi, soltanto nell’edificio c’è un’elevata dispersione di calore. Ho quindi dato disposizione, come del resto prevede l’ordinanza comunale, di tenere accesi i termosifoni 24 ore su 24».
PONTEDERA. «Nelle aule c’era troppo freddo, non riuscivamo a seguire le lezioni. Insegnanti e custodi non volevano lasciarci andare via. Avevano anche chiuso il cancello». Decise e convinte delle loro ragioni. Un gruppo di studentesse dell’istituto pedagogico e linguisto “Montale” si sono recate nelle redazioni dei giornali locali per spiegare le ragioni della loro assenza dalle lezioni dopo quattro giorni di chiusura delle scuole a causa del maltempo e della nevicata di una settimana fa. «Quando siamo arrivate in classe – hanno aggiunto – ci siamo rese conto che la caldaia era spenta, proprio come temevamo». È la situazione che hanno trovato gli studenti della sede centrale. All’apertura della scuola, secondo quanto spiegato da un tecnico e ribadito dalla dirigente scolastica Renella Bandinelli, i termosifoni erano spenti. «Ci siamo attivati per fare ripartire la caldaia al più presto – dicono – e così è stato. Alle 8.20 la caldaia era già ripartita». Le aule, considerate le temperature di questi giorni, non dovevano essere proprio accoglienti. È facile che non fossero proprio calde. Tuttavia secondo la preside chi è uscito ha avuto fretta e «ha creato un clima di allarme ingiustificato – spiega la dirigente – Questo comportamento ha messo in difficoltà anche gli insegnanti. Gli studenti sono usciti senza giustificazione e senza essere stati autorizzati». Stessa storia all’istituto “Fermi”. Una decina di classi su 40 hanno disertato le lezioni . I termosifoni della sede centrale, che erano stati mantenuti accesi durante il fine settimana per fare fronte alle temperature rigide di questi giorni, erano spenti. Nella notte c’è stato un guasto alla caldaia che è stato riparato durante la mattina, su rischiesta della scuola stessa che ha informato sia la Provincia che i tecnici. «La situazione non era così impossibile come vogliono fare credere gli studenti che sono andati via – dice la dirigente scolastica Cristina Cosci – la caldaia si è spenta durante la notte. Nelle aule c’era una temperatura accettabile. Solo nei corridoi era più freddo».
VOLTERRA. Meno di otto gradi alle 8 del mattino. Si arriva intorno ai 10 gradi verso le 11 nelle aule della scuola media Jacopo da Volterra. Non va meglio per i cugini delle elementari di San Lino dove gli alunni stanno in classe con sciarpe e cappelli. Così in una parte del liceo Carducci e alla ludoteca. Sono i genitori stessi a raccontare questo rientro gelato a scuola. Indignati. Su tutte le furie chiamano in Comune per protestare. E si rivolgono al preside Renzo Rodani e agli insegnanti per manifestare il loro malessere. La loro è una rivolta bella e buona contro il sistema Comune che lascia i loro bambini al freddo, pur decidendo di riaprire gli istituti dopo 5 giorni di stop dovuto al maltempo. «Vergognati, ma come cavolo la comandi questa nave, nessuno ha pensato ad accendere il riscaldamento con un po' di anticipo dopo cinque giorni di scuole chiuse». E’ imbelvito Alessandro Calastri e non le manda a dire al sindaco di Volterra Marco Buselli. E’ uno dei tanti che da ieri mattina non riesce a trattenete il maldipancia rispetto a una situazione definita anche da altre mamme vergognosa e paradossale. In totale sono 180 i bambini che vanno alle elementari di San Lino dove il riscaldamento fa fatica a farsi sentire. La musica non cambia alle Jacopo da Volterra, dove gli studenti sono 190. Un esercito di ragazzi infreddoliti che fino alle 13 stanno in classe in attesa che la famiglia li vada a prendere per portarli al caldo. «Meno male che hai appena "ristrutturato" il personale dell'ufficio tecnico. Forse mancano i soldi per il metano? ». il primo cittadino Marco Buselli respinge le responsabilità. «I disagi sono stati indipendenti dalla nostra volontà. Ci siamo già confrontati con ToscanaEnergia per le gravi criticità emerse. Comunque ci scusiamo per i disservizi verificatisi, dovuti a guasti causati dal gelo nella notte di domenica. Sabato gli impianti erano stati contrallati e tutto andava bene». E tranquillizza: «Gli interventi effettuati dai tecnici garantiranno il regolare svolgimento dell’attività didattica oggi nelle scuole».
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