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Livorno

FACCIA A FACCIA FRA VESCOVO E ASL

Nasce il consultorio della diocesi

Nasce il consultorio della diocesi

«Aiutiamo le famiglie quando accogliere un figlio è più difficile»

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LIVORNO

Nasce il Consultorio per la promozione della maternità e della famiglia. Un progetto ambizioso, che ha l'obiettivo di fornire assistenza alle donne che per motivi economici o sociali sono intenzionate ad interrompere una gravidanza. Un consultorio diocesano contro l'aborto. Un piano che nasce dall'incontro e l'integrazione di realtà laiche ed ecclesiastiche, dall'Asl alle parrocchie, passando per i servizi sociali e l'amministrazione. Se ne è discusso nella chiesa di Santa Rosa, al centro delle polemiche dopo che Padre Nike e i suoi parrocchiani, hanno "adottato" il figlio di una coppia decisa ad abortire perché non avrebbe potuto mantenere il nascituro.

«Abbiamo deciso di sognare – spiega il vescovo Simone Giusti – immaginare cosa potevamo fare per aiutare queste famiglie».

«I consultori devono essere capaci di reggere i cambiamenti rapidissimi della società soprattutto per quanto riguarda la maternità», sottolinea Rosa Maranto, responsabile dei consultori cittadini: «Nei nuclei familiari c'è sempre più solitudine e fragilità, a chiedere aiuto non sono soltanto le categorie tradizionalmente classificate come deboli».

Oltre il 25 per cento delle famiglie livornesi vive sotto la soglia di povertà, i nuclei familiari sono sempre più ridotti e la natalità sulla costa è in calo. E poi ci sono le donne immigrate: portare avanti una gravidanza, specialmente se si tratta della prima, è ancor più difficile se ci si trova in un paese che ha una cultura diversa da quella d'origine.

Nel nuovo consultorio – è stato spiegato – saranno realizzati punti d'ascolto, accoglienza e monitoraggio. I volontari potranno dare risposte alle donne in difficoltà, avvalendosi, se necessario, dell'aiuto di personale medico, assistenti sociali o psicologi.

«L'aborto è un vero dramma nella vita di una donna, un evento destabilizzante per la coppia, è doveroso occuparsi di tutelare una vita nascente», interviene Edoardo Micheletti, primario del reparto di pediatria.

Non si escludono, nei casi più estremi, percorsi di adozione prenatale e affido.

«Il centro è un opportunità di crescita culturale e sociale per la città. Ma sia chiaro – tiene a precisare Luca Mastrosimone, dirigente medico – non si tratta di un duplicato del classico consultorio facente capo all'azienda sanitaria. In tempi di ristrettezze economiche sarebbe un inutile spreco di risorse. Lo scopo del Consultorio per la promozione della maternità e della famiglia non è quello di fornire prestazioni mediche ma diversificare l'offerta, valorizzando il colloquio come tempo di cura. Troppo spesso si dimentica e sottovaluta la dimensione umana del paziente».

Nessuna concorrenza tra il personale medico e i volontari. Anche le parrocchie si trasformeranno in punti d'ascolto: «Sfrutteremo le realtà parrocchiali che molto spesso intercettano ansie e bisogni dei futuri genitori», conclude Mastrosimone.(mar.co.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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