Il dolore
«La Fortezza? Non ci sono rischi»
Il funzionario della Sovrintendenza snobba l’allarme e polemizza con la Camera di commercio
Fiorella Ramacogi, funzionario della Sovrintendenza e responsabile dei beni architettonici di Livorno: la Camera di Commercio, nei panni di comproprietario col Demanio, dunque con voi, della Fortezza Vecchia, dice che è impossibile contattarvi e aprire un tavolo per parlare dell’antico fortilizio mediceo.
«Ho letto ciò che dice Nardi e rispondo che è una grossa bugia. Non è vero niente, io sono qui ogni mattina, arrivo in ufficio alle 8 e come ha visto anche lei mettersi in contatto con me non è per niente difficile».
Ma il presidente Nardi sostiene che più di una volta negli ultimi mesi il suo ente ha tentato di organizzare con voi una conferenza dei servizi per definire la questione delle parti comuni della Fortezza e voi non rispondete.
«Io in mano non ho nulla. Non so a chi abbia scritto Nardi, non a me. Chi ci cerca ci trova».
Fatto sta che sull’approfondimento d‘indagine che aveva suggerito la Soing e a cui la Camera di Commercio si era detta d’accordo, voi non avete preso una posizione.
«Io ho visto il monitoraggio della Soing che parla di uno spostamento di 0.8 millimetri in 4 giorni delle mura, solo a dicembre del 2011. Diciamo che do un peso relativamente importante a questo lavoro».
Cioè non lo valuta attendibile?
«Dico che l’analisi è completa ma io devo coinvolgere un altro perito, non posso limitarmi a quello della Camera di Commercio».
In realtà la Camera di Commercio non ha incaricato la Soing. Ha ricevuto i risultati del monitoraggio e ha considerato necessario un approfondimento.
«La Soing non può imporci se stessa per fare il lavoro. Se vogliamo fare uno studio approfondito dobbiamo coinvolgere l’Università e gli enti preposti».
Infatti Nardi ha detto che se si trovasse un accordo servirebbe un bando pubblico per assegnare il lavoro.
«Il fatto è che nessuno ha mai parlato di cedimento della Fortezza Vecchia. E noi ci siamo da tempo adoperati per effettuare interventi sui bastioni».
Dunque per voi non c’è un problema di sicurezza né di stabilità della struttura?
«Io non sono preoccupata. Pisa è piena di monumenti che si muovono. Figuriamoci se non può muoversi una fortezza del 1500. Purtroppo in queste cose si va a mode: oggi c’è la Fortezza, domani il Rivellino, poi Porta San Marco. L’importante è che non ci sia un rischio crollo».
Lei lo esclude in maniera categorica?
«Non vorrei che il monitoraggio della Soing fosse uno specchietto per le allodole: siccome hanno interesse lanciano l’allarme e si propongono. Io non sono preoccupata. Casomai c’è un problema nella gestione della Fortezza».
Che è seguita dal Comune.
«Sì, perché attraverso una convenzione con l’altro proprietario abbiamo affidato la gestione al Comune che ha affidato la Fortezza a una società».
Non vi soddisfa?
«Direi che le persone che hanno in uso la Fortezza ce l’hanno in malo modo, dovrebbero tenerla con più decoro».
La questione strutturale però non c’entra con loro.
«Ma noi siamo tutori della Fortezza anche in quanto ispettori sul bene culturale».
Ma nei panni di proprietari per conto del demanio darete o no seguito alle richieste del comproprietario Camera di commercio?
«La Sovrintendenza sta vivendo un momento di rinnovamento delle nomine interne e questo sicuramente ha rallentato le nostre azioni. Giovedì tuttavia vedrò personalmente il Sovrintendente Bureca che ha sede stabile ad Arezzo e gli parlerò della questione».
E poi?
«Vediamo che dice lui».
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