Sicurezza
«La polemica della Calamai non ci tocca»
Bernardini: basta battibecchi e allusioni, su cure palliative il dialogo sia corretto
LIVORNO
Dopo l’attacco della direttrice della Asl 6, Monica Calamai, ad alzare la voce è il comitato per la difesa della sanità pubblica che in città ha raccolto più di 6mila firme contro la gestione dei servizi sanitari.
A scrivere è il portavoce, Antonio Bernardini, che si dice «fortemente amareggiato da tutti i battibecchi, le critiche e le allusioni» degli ultimi giorni e chiede più «chiarezza e trasparenza» sia al sindaco che ai vertici dell’ospedale.
Al comitato non è andata giù quella frase pronunciata da Calamai in commissione: «Raccolgono le firme contro le liste di attesa e poi fanno da mediatori per ridurre i tempi degli amici». E neppure la sterzata sull’associazione cure palliative (di cui fanno parte alcuni promotori dello stesso comitato), con il taglio dei finanziamenti e il “riassorbimento” del personale per le visite domiciliari.
«C' ero anch' io – scrive Bernardini – dal sindaco e dalla direttrice della Asl il 30 gennaio all' incontro in Comune e mi sembrava, come a tutti i presenti, di avere raggiunto dei punti di dialogo, anche se con divergenze ancora da chiarire».
L' incontro si sarebbe chiuso dopo oltre due ore «con la promessa del sindaco di rivederci tra un mese per approfondire alcuni punti e con quella della Calamai di portare i bilanci di gestione per visionarli».
Bernardini fa sapere che in quell’occasione si è parlato dei problemi e del futuro dell’ospedale livornese e non solo. Il comitato ha avanzato perplessità «sulla vendita degli immobili» per finanziare il nuovo ospedale, sottolineando che i bambini autistici (oggi a villa Porcelli, da alienare) «non possono essere messi all' interno di un reparto» (l’idea è di trasferirli al settimo). Poi i distretti sanitari («prima si fanno e poi si vendono i vecchi») ed endocrinologia («speriamo che si superi il problema di incomprensioni primario- direttore»). «Sia il sindaco che la dottoressa – continua – ci hanno dato notizie confortanti sulla neurochirurgia e si sono impegnati a trovare la possibilità di creare un pronto soccorso ortopedico».
«Non abbiamo parlato in alcun modo – scrive con tono scocciato – dell’associazione cure palliative perché ci sembrava tutto a posto...». La polemica scatenata dalla Calamai dopo la commissione e riportata dalla stampa, chiude, «non tocca né me né, credo, il comitato, per cui invito i politici a un dialogo corretto, chiaro e trasparente tra di loro e soprattutto con i cittadini, senza i quali non avrebbero avuto la possibilità di essere ai posti che occupano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
