Il Tirreno

Livorno

La Fortezza Vecchia scricchiola

Giulio Corsi
La Fortezza Vecchia scricchiola

I tecnici: «Si è spostata di 0,8 millimetri in 4 giorni». Ma i due proprietari dell’edificio litigano sugli interventi

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LIVORNO. Zero otto millimetri in 4 giorni. La Fortezza Vecchia si muove. Lo ha rilevato uno studio effettuato dalla Soing, società livornese operante in tutta Europa e specializzata nella geofisica applicata, che per 96 ore ha piazzato i suoi radar sotto il ponte di Santa Trinita monitorando secondo per secondo la vita di ogni mattone del bastione mediceo. E al termine del test il verdetto è stato chiaro: la struttura è in movimento.

Che cosa significa? «Che la tendenza che abbiamo evidenziato può continuare e creare nel tempo gravi problemi di sicurezza per la staticità della Fortezza oppure che si tratta di un normale movimento a cui seguirà il ritorno a una fase di equilibrio della struttura - spiega Annalisa Morelli, amministratore delegato della Soing -. Sarebbe avventato e non professionale dare oggi una risposta, serve un’ulteriore indagine che ci dica che quegli 0.8 millimetri diventeranno 1.6 in otto giorni, 3.2 in sedici e così via oppure che il trend è diverso».

Ma a quanto pare l’ulteriore indagine per adesso non si farà. Perché i due enti comproprietari dell’immobile, Camera di commercio e Demanio (che amministra la sua parte attraverso la Sovrintendenza) non si trovano d’accordo sull’intervento. E così all’allarme sulla stabilità di uno dei monumenti più rappresentativi della città e più caro ai livornesi si somma la diatriba dai tratti pure aspri tra due enti dello Stato, che alla fine diventa la diatriba tra ministero dello sviluppo e ministero per i beni culturali. Col presidente della Camera di commercio Nardi che arriva a dirsi pronto a dare la questione a un avvocato per mettere in mora l’altro proprietario.

Il monitoraggio. La storia ha inizio a fine 2010 quando a raffica crolla intonaco dalla Quadratura dei Pisani e piovono mattoni dalla caverna alla base del bastione della Capitana, davanti al ponte di Santa Trinita, dove la capitaneria decide di vietare l’ormeggio delle barche. «E’ in quei giorni che abbiamo deciso di proporre gratuitamente il nostro monitoraggio per testare la staticità della struttura - racconta Morelli -. Ci interessava perché siamo un’azienda livornese e siamo affezionati ai pezzi più pregiati della nostra storia ma anche per farci conoscere in città dopo aver lavorato su monumenti di importanti località italiane ed europee». E così dopo aver avuto l’ok da parte del Comune per piazzare la propria strumentazione sotto il ponte di Santa Trinita, esattamente un anno fa, il 14 febbraio 2011 la Soing ha iniziato il suo lavoro.

Come con la Concordia. Il sistema utilizzato è stato lo stesso che viene usato in questi giorni per verificare la stabilità del transatlantico affondato davanti all’isola del Giglio: l’interferometria. «Si tratta di un monitoraggio a distanza effettuato con una testa radar che illumina la struttura inviando onde che vengono a loro volta riflesse», spiega il direttore tecnico dell’azienda Paolo Chiara. In pratica senza posizionare direttamente sensori sui bastioni, le onde radar permettono di definire un punto zero - che viene registrato a inizio monitoraggio - e valutare ogni minima variazione della struttura. «La valutazione ha precisione del decimo di millimetro sui movimenti - spiega ancora Paolo Chiara -. Abbiamo individuato celle di mezzo metro per mezzo metro e abbiamo scansionato ognuna di esse 400 volte ogni sei minuti».

La Soing ha deciso di analizzare il lato est della Fortezza, il bastione che si affaccia sulla città, che nel 2010 era stato martoriato dai crolli. In totale 4400 celle radiografate per 4 giorni. Ne è uscito che dopo il primo giorno in cui le muraglie hanno mostrato assoluta staticità, qualcosa è d’improvviso cambiato. «Ha piovuto forte e si è verificata un’accelerazione dei movimenti», aggiunge Morelli. Da allora è iniziato lo spostamento di uno dei due bastioni, quello a destra della frattura (spalle al ponte di Santa Trinita) verso la città. «Abbiamo rilevato uno spostamento finale di 0.8 millimetri rispetto alla misura del punto 0 - continua l’ad della Soing -. Le caratteristiche del movimento risultano di notevole interesse. Ma per poter eseguire un’analisi effettiva di rischio sarebbe stato auspicabile un monitoraggio con una finestra temporale di un anno». Che Soing ha proposto - presentando un preventivo da 85mila euro - ma senza risultato. «L’assessore alla cultura Tredici ci ha messo in contatto con Camera di commercio e Sovrintendenza, ma mentre dalla prima abbiamo avuto una disponibilità ad approfondire la questione, dalla Sovrintendenza non abbiamo mai avuto risposte», dice Morelli. Poi polemicamente aggiunge: «Mi chiedo come mai non ci sia la volontà di andare avanti nella ricerca per valutare il rischio. Capisco che il Comune non sia proprietario dell’immobile ma in quanto rappresentante dei cittadini mi stupisce il suo disinteresse».

Guerra tra proprietari. Come detto i due proprietari della Fortezza sono Camera di commercio - che detiene i saloni sotterranei - e Demanio, tramite la Sovrintendenza - che detiene la superficie esterna. La diatriba tra i due enti riguardo al fortilizio del Sangallo è storia datata: già 40 anni fa il ministero dell’industria che vigilava sull’ente di piazza del municipio scriveva di non spendere soldi per la Fortezza se altrettanto non avesse fatto il demanio. «Ma 40 anni dopo il demanio si dimostra ancora totalmente assente - accusa il presidente della Camera di commercio Nardi -. Credo anch’io che ci sia la necessità di capire meglio la staticità del monumento, non solo per la salvaguardia della struttura ma anche e soprattutto per i rischi che essa può comportare per le persone. Da anni chiedo una conferenza dei servizi che intanto definisca la proprietà delle zone comuni ma non siamo mai riusciti a mettere una data in calendario. Appena la scorsa settimana ho sollecitato nuovamente il mio provveditore a organizzare la conferenza. E’ chiaro che noi non possiamo agire d’urgenza, a meno che non emergano rilevanti questioni di sicurezza. Il problema è che non possiamo spendere soldi per l’altro proprietario ma che neanche possiamo sottovalutare lo stato della Fortezza». Nardi è preoccupato: «E’ indubbio che nel periodo di monitoraggio il bastione si è mosso, idem che qualche mattone sia a più riprese venuto giù. Probabilmente non ci sono rischi ma nulla può essere escluso e l’inerzia della Sovrintendenza non è il modo giusto per condurre la questione: servono delle decisioni per la sicurezza. Se dovremo agire da soli daremo la questione in mano a un avvocato e metteremo in mora l’altro proprietario, visto che non possiamo accollarci spese di altri».

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