Italia
Da disoccupato a scrittore in un Medioevo fantastico
LIVORNO Capita che la vita, un giorno, d’improvviso, ti volge le spalle. Il datore di lavoro ti dice che non c’è più bisogno di te, la famiglia si sgretola, la casa in cui hai dormito migliaia di...
LIVORNO
Capita che la vita, un giorno, d’improvviso, ti volge le spalle. Il datore di lavoro ti dice che non c’è più bisogno di te, la famiglia si sgretola, la casa in cui hai dormito migliaia di notti non è più la tua casa ma quella in cui restano ad abitare tua moglie e i tuoi figli. Quel giorno, che molti ben conoscono, è il giorno della disperazione. Ma quel giorno può anche essere quello della forza, del coraggio, della reazione. La storia di Mauro Cascinelli, 48 anni, livornese, due figli, un ex lavoro come operaio edile, un ex lavoro come imprenditore edile, un altro ex lavoro come guardia giurata, è una storia difficile ma anche una storia che potrebbe essere scritta per far sognare. Prima di tutto lui che nella svolta ora ci spera davvero. Poi gli altri che magari per lui potranno tifare. Qualunque sarà l’epilogo.
Tutto ha inizio nel giugno scorso, quando dopo dieci anni come dipendente di una società di guardie giurate Cascinelli viene messo alla porta. «Non c’è più bisogno di te», gli dicono. La sua esatate è rovente: si separa dalla moglie, resta fuori casa e deve trasferirsi dalla madre. «Ho iniziato a cercare in tutte le società di vigilanza di Livorno e Pisa ma niente, nessuno aveva bisogno», racconta. Poi la svolta. Conosce una donna e per caso gli confida la sua passione per il medioevo, per le storie dei templari, per gli anni delle crociate e le leggende di cavalieri, spade e castelli. E lei gli accende la luce: «Perché non ci scrivi un libro?».
«Mi sembrò una follia ma ci provai - racconta Cascinelli -. Avevo degli appunti sul computer, storie che avevo scritto negli anni insieme a mio figlio. E da lì ho deciso di partire». Cascinelli inventa un personaggio, gli costruisce attorno una storia, lo fa nascere in Francia, a Secrè, lo fa innamorare di una ragazza e gli fa conoscere il fascino dei cavalieri, gli fa incontrare un monaco e gli fa sognare le crociate. Pagina dopo pagina Cascinelli va avanti. «Scrivevo di notte e di giorno. Le ore buie passate in casa di mia madre, su e giù nel corridoio a disperarmi per il lavoro che non arrivava, sembravano lontane anni luce. Studiavo il medioevo, cercavo personaggi veri da far incrociare con i miei personaggi». In tre mesi il libro è nato. Ma a quel punto c’era il problema di qualunque autore al suo primo scritto: la pubblicazione. «Non avevo soldi, se non la liquidazione. E ho deciso di investirla per stampare il mio lavoro. Immaginavo che non sarebbe piaciuto, ma ormai volevo andare in fondo. Quando sono andato in via Pisacane a ritirare il volume rilegato mi è sembrato di abbracciare il mio terzo bambino - confida -. Ho dato il libro agli amici, l’hanno letto mi hanno detto che piaceva. Ma io non ci credevo: gli amici mi vogliono bene, pensavo. Ma i consensi proseguivano. Il libro girava di mano anche ad altri che non conoscevo e continuavo a riscuotere apprezzamenti. E così ho pensato di proporlo in libreria». E’ arrivato il codice Isbn e Gaia Scienza, Belforte, Edison e Paoline in città hanno accettato di venderlo. Idem la Feltrinelli di Firenze. Le 300 copie della prima stampa praticamente se ne sono andate tutte. «Dicono che è avvincente, scorrevole, scritto in modo inedito - racconta lui -. Il libro è arrivato nelle mani del console greco Panessa che ha deciso di aiutarmi. Il 25 lo presenteremo nella chiesa degli Armeni. Poi dopo qualche giorno mi finirà la disoccupazione. Fino ad allora continuerò a sognare, poi tornerò alla vita di sempre, a cercare un lavoro, per mantenere me e i miei figli».
Giulio Corsi
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