Attenzione
Traghetti ko per le panne
Le barriere galleggianti si disfano e finiscono nelle eliche
INVIATA ALL’ISOLA DEL GIGLIO
Il grecale e il mare a forza sei bloccano tutte le attività sulla Costa Concordia: il pompaggio di carburante è rinviato alla prossima settimana e i pezzi della nave continuano a sganciarsi (ieri una seconda vetrata della piscina). Ma c’è un problema in più per il Giglio: le panne assorbenti disposte attorno alla nave per contenere eventuali fuoriuscite di carburante stanno mandando... in panne i traghetti che fanno la spola tra l’isola e la terraferma.
Le panne hanno l'aspetto di lunghe corde galleggianti, e «nonostante siano legate insieme in maniera robusta - spiega la Protezione civile - il maltempo, il vento e il mare grosso le sfilacciano». È successo più volte, i giorni scorsi, e ieri sono tornate a staccarsi “navigando” verso il porto dove hanno mandato in tilt i traghetti. «Se vanno sotto le eliche è un disastro: le navi possono perdere il controllo e finire sugli scogli - dicono i marittimi sul porto -proprio come quando gli uccelli entrano nei motori degli aerei». Da giorni Maregiglio e Toremar sono in crisi e distribuiscono le corse con circospezione, limitandole pur di prevenire il peggio; ma c'è anche il problema che uno dei moli (il pontile Galli, lato ponente) è occupato dalla Smit con relativo cantiere. Le due compagnie (Maregiglio e Toremar) sono perciò costrette a dividersi lo stesso pontile con una serie di problemi a catena. Se un traghetto non parte, l'altro non può arrivare. È successo più volte, e anche ieri mattina la corsa delle 10,45 della Maregiglio per Porto Santo Stefano non è partita in tempo, bloccando le manovre all'altra compagnia.
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