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Livorno

Mannocci (Ancip): occhio al decreto, è un boomerang per dragaggi e progetti

Sulle politiche portuali del nuovo governo esprime “forte delusione” Vladimiro Mannocci, direttore dell’Ancip (l’associazione che raggruppa a livello nazionale le Compagnie portuali) e consigliere...

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Sulle politiche portuali del nuovo governo esprime “forte delusione” Vladimiro Mannocci, direttore dell’Ancip (l’associazione che raggruppa a livello nazionale le Compagnie portuali) e consigliere dei portuali livornesi. In linea con il presidente di Assoporti Francesco Nerli. Mannocci segnala che nel decreto sulle liberalizzazioni «la norma sull'extra gettito dell'Iva per facilitare investimenti in project financing sulle infrastrutture portuali, sembra limitata alle sola realtà di Savona Vado». Male anche le norme sui dragaggi. Il testo dell'art.48è, secondo Mannocci, «confuso e contraddittorio»: nessuna soluzione per questa emergenza che «riguarda tutta la portualità nazionale, ma in particolare Livorno che rientrando nei “siti di interesse nazionale” è ancora più penalizzato». È assurdo - afferma - che «dopo riunioni e confronti fra Assoporti, associazioni di categoria e governo, non sia presentato il testo concordato da tutti».

Mannocci fa appello a «tutte le forze politiche, le organizzazioni sindacati e le associazioni imprenditoriali livornesi, e soprattutto ai parlamentari»: nella conversione in legge del decreto vanno apportate «quelle modifiche che possano consentire di estendere a tutti i porti la possibilità di vedere realizzati progetti di project financing, e che soprattutto si riesca a realizzare veloci procedure di dragaggi che sono per il nostro scalo una delle maggiori emergenze da risolvere».

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