Gioco
L’Asl cerca soldi Vende 40 palazzi
Il ricavato servirà anche per costruire il nuovo ospedale Quest’anno chiude via Piave, il Sert va al Poliambulatorio
di Juna Goti
LIVORNO
La chiamano operazione riordino: la Asl 6 ha iniziato a svuotare tutti quegli edifici che non rientrano più nei piani dell’azienda e che serviranno a risparmiare e fare cassa per rendere possibile l’operazione nuovo ospedale. Ieri mattina la direttrice dell’azienda, Monica Calamai, ha partecipato alla commissione convocata in Comune per discutere non tanto la partita della nuova struttura, quanto il futuro dei servizi sparsi sul territorio.
È stato così reso noto, non senza un confronto serrato, il cronoprogramma delle alienazioni previste dalla Asl da qui al 2019: 40 edifici in 20 strade, da vendere in tutta la città. Alcuni sono già stati svuotati: piazza Attias, via Ernesto Rossi, via Eugenia, San Francesco, uno dei due civici di via Venuti. «Dove non ci sono più attività abbiamo fatto staccare luce, acqua e gas». Altri, come il regno chiave di Monterotondo, saranno svuotati già quest’anno - in anticipo rispetto alla tabella di marcia - per «risparmiare circa un milione tra utenze e manutenzioni». Ma la vendita, almeno questo è l’impegno, è vincolata al piano strutturale.
Calamai non ci gira troppo intorno: «I soldi sono finiti». In più molte strutture non sarebbero «adeguabili, anzi sono in stato di abbandono» e non prenderebbero la necessaria patente dell’accreditamento, che la direttrice chiama in causa almeno una decina di volte. «Impossibile fare mutui – aggiunge – l’azienda si era molto indebitata negli anni passati, abbiamo dovuto fare una sterzata». Così ecco la vendita in massa che però, dice subito il sindaco Alessandro Cosimi, «non è fatta per fare cassa, punto: sta dentro una riorganizzazione complessiva dei servizi e un progetto che guarda alla realizzazione di un bene comune, il nuovo ospedale». «Se tre anni fa non avessimo preso questa strada che oggi sarebbe stata impossibile – gli fa eco Calamai – ci sarebbe stato un inesorabile trasferimento a Cisanello».
Il fatto, per ora, è che la Asl ha iniziato a fare fagotti. In città dovranno restare quattro distretti socio-sanitari: zona sud (via del Mare), zona est (via del Levante), zona centro (l’attuale poliambulatorio) e zona nord (Corea, via Fratelli Gigli).
Stando al cronoprogramma, il distretto di Fiorentina (via Fiera di Sant’Antonino) deve essere venduto entro 5 anni. La nuova sede è prevista in Corea, accanto al parco pubblico, ma progetto e finanziamenti sembrano ancora in alto mare. Lo dicono le carte presentate dalla Asl: «Distretto nord, costo 5milioni di euro (escluso l’acquisto del terreno) ancora non finanziato».
Per trasformare il poliambulatorio è invece prevista una spesa di oltre 3 milioni (per ora il finanziamento è di 413mila euro). Qui saranno trasferiti tutti i servizi di via Scali e del centro di via Piave, che sarà chiuso nei prossimi mesi («si anticipa la dismissione al 2012»).
Altra novità: al poliambulatorio rivisto in chiave distretto saranno concentrate anche le attività legate alla tossicodipendenza. Calamai lo ha annunciato insieme al direttore della società della salute, Luca Menichincheri: dopo anni di botta e risposta, l’intenzione è di spostare sul viale Alfieri sia la Rotondina che il sert di via Scali. Ma i tempi sono ancora un punto interrogativo.
Terza grande operazione: saranno chiusi il centro di via San Gaetano (quest’anno) e villa Porcelli, destinati al settimo padiglione, già in parte liberato per ospitare l’area riabilitazione. Finsicono al sesto, infine, i servizi di via Venuti (già dimezzato), via della Bastia e Borgo San Jacopo (da vendere entro il 2019).
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