Sicurezza
«Il comandante era in divisa e non si è nascosto»
L'avvocato Leporatti: "Ma quale camuffamento! Assolutamente no! Il comandante Schettino era in divisa ed è rimasto in divisa. Ci può essere una qualunque spiegazione sul fatto che indossasse un giaccone diverso"
GROSSETO
«Ma quale camuffamento! Assolutamente no! Il comandante Schettino era in divisa ed è rimasto in divisa. Ci può essere una qualunque spiegazione sul fatto che indossasse un giaccone diverso da quello di ordinanza. Anzi ce ne deve essere una sola: ha preso il primo giaccone che gli è passato tra le mani in quei momenti». Bruno Leporatti, difensore di Schettino, non la vuole nemmeno sentire l'ipotesi della Procura secondo la quale il comandante potrebbe aver cercato di sottrarsi a un'identificazione a bordo del Costa Concordia. Un'ipotesi su cui lavorano gli investigatori dopo aver visto la foto del comandante che, uscendo dalla capitaneria di Porto S.Stefano, indossava un giaccone blu con marchio diverso da quello Concordia. «Non si è mai sottratto all'identificazione - aggiunge l'avvocato - Anzi, quando il comandante della polizia municipale Roberto Galli si avvicinò per chiedergli chi fosse, disse subito di essere il comandante. Lui era sullo scoglio e non si era allontanato».
C'è altro. Il difensore aggiunge che ci sono testimonianze sul fatto che Schettino aveva voluto effettivamente tornare sulla nave. «Il comandante era salito su un'imbarcazione di salvataggio calata dalla Aegilium, che era passata davanti a lui con due marittimi a bordo. A loro aveva chiesto di essere portato sotto bordo, per avvicinarsi alla Concordia. Ma i marinai gli avevano risposto di avere disposizioni precise e cioè di poter solo portare persone dalla nave alla costa e non viceversa». Era passata l'1 di notte.
Nulla Leporatti dichiara di sapere a proposito del personal computer che Schettino avrebbe portato con sé in albergo. E del resto i carabinieri, che ieri sono tornati a chiedere spiegazioni a tutti coloro che avrebbero visto o sentito dire di aver visto il pc, non hanno dato alcuna conferma. In quella busta forse c'erano soltanto indumenti. «Del computer nessuno ha chiesto niente nel corso dell'interrogatorio davanti al gip».
Inevitabile una domanda sulla moldava… L'avvocato Leporatti risponde con quattro punti fermi: «Non era imbarcata con lui, era regolarmente imbarcata, la conosce, era fuori dalla plancia».
P.S.
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