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Livorno

Cosimi: mai case a Monterotondo Alleati divisi sul consiglio aperto

LIVORNO «Le villette a Monterotondo non si potranno mai fare: non accetto che si alimentino sospetti, basta leggere il piano regolatore». Cosimi alza la voce quando interviene il capogruppo di Sel,...

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«Le villette a Monterotondo non si potranno mai fare: non accetto che si alimentino sospetti, basta leggere il piano regolatore». Cosimi alza la voce quando interviene il capogruppo di Sel, Lamberto Giannini. Lo fa per parlare del futuro di Monterotondo, perché è chiaro che sul gioiello collinare della Asl (valore tra i 15 e i 20 di euro) si gioca gran parte della partita nuovo ospedale (e non solo), come non smette di ripetere l’ex sindaco Gianfranco Lamberti. «Niente case» è la promessa. Intanto gli uffici stanno preparando il trasferimento sul viale Alfieri.

Sul tavolo non c’è solo la partita urbanistica, ma quella (delicatissima) dei servizi sanitari. «Quando si parla di sanità non c’è destra, sinistra o centro: bisogna remare tutti dalla stessa parte», ripete Alessandro Latorraca - consigliere Pd e medico - che ha firmato la mozione che ha portato in Comune la Calamai. Latorraca chiede più chiarezza sul futuro dei servizi (a partire dal centro per i bimbi autistici) prima di votare eventuali varianti urbanistiche. E mette il dito nei guai della società della salute che non decolla.

Su questo fronte la direttrice Asl è anche più esplicita: «Non c’è un quadro chiaro, sia in termini di profili che di responsabilità. L’imbarazzo è anche nostro». Ma dovrà essere risolto in fretta. E non solo perché sono due anni, come ripete Tiziana Bartimmo (Rifondazione) che «se ne parla e si paga un direttore senza che la struttura funzioni davvero». Entro metà febbraio la Asl dovrà presentare alla Regione il piano di riorganizzazione di area vasta, tracciando un quadro della rivisitazione dei servizi su tutta la costa. Calamai fa presente che «c’è una riorganizzazione che non c’entra con la partita economica». Un esempio: la televalidazione del sangue, sui cui andrà a dritto nonostante le preoccupazioni di associazioni e sindacati. «Voi siete con i professionisti? – tuona facendo infuriare alcuni consiglieri – Io sto col cittadino».

Marco Cannito va all’attacco: «State solo smantellando tutto e state facendo il grave errore di portare i servizi sparsi sul territorio in ospedale». Le opposizioni parlano di «tempi incerti e piano dettagliato dei servizi che al di là delle alienazioni ancora non c’è». Giovanni Mancusi solleva anche un punto interrogativo sul bando da 12 milioni per la manutenzione delle strutture Asl: «È costruito in modo da escludere, di fatto, le imprese locali».

Intanto in maggioranza si apre una nuova polemica sul consiglio aperto alla cittadinanza chiesto da Cannito: Andrea Romano (Idv) lo reclama, mentre definisce «inutile» la mozione dei colleghi. Massimo Gulì (Pd) dice no: «Non è previsto dal nostro regolamento, semmai facciamo un consiglio tematico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web