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Concordia, in arrivo altri indagati

Pierluigi Sposato e Alfredo Faetti
Concordia, in arrivo altri indagati

La Procura allarga l’inchiesta in vista dell’incidente probatorio del 3 marzo L’avvocato Bongiorno presenta un esposto: nel mirino anche la capitaneria

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GROSSETO. L'inchiesta su Costa Concordia è a una nuova svolta. Non solo perché la settimana prossima - quella che inizierà con la discussione al tribunale del riesame di Firenze sul ritorno in carcere o in libertà completa del comandante Francesco Schettino - sono in programma due nuove tornate di interrogatori-audizioni. Ma anche e soprattutto perché è possibile che nei prossimi giorni altre persone vengano iscritte nel registro degli indagati. Perché in Procura i magistrati stanno valutando se ammettere altre persone all'incidente probatorio fissato per il 3 marzo al Teatro Moderno, in modo da evitare di lasciare “fuori” protagonisti diretti o indiretti della vicenda: persone che - una volta aperta la scatola nera, accertamento tecnico irripetibile - sarebbe difficile recuperare con tutte le forme di garanzia eventualmente da utilizzare in giudizio.

I tempi stringono per le eventuali notifiche e dunque ecco che un summit tra pm potrebbe aprire la strada a nuove informazioni di garanzia, oltre a quelle nei confronti di Schettino e del vice Ciro Ambrosio, indagati il 14 gennaio, il giorno dopo il naufragio. Una esclusiva forma di tutela, viene fatto notare in Procura, non un’anticipazione di responsabilità: una decisione, quella dei pm, che potrebbe poi andare a beneficio degli eventuali nuovi indagati.

Così i prossimi giorni in via Monterosa saranno dedicati alla valutazione di chi iscrivere, delle motivazioni, delle ipotesi di reato. Il tutto, naturalmente, sulla base della mole di dichiarazioni e documenti acquisiti fino a questo momento. Ultime, solo in ordine di tempo, le parole di tre componenti dell’equipaggio (sentiti giovedì), della ballerina Domnica Cermotan (mercoledì) e del responsabile dell’unità di crisi Roberto Ferrarini (martedì). E probabilmente gli investigatori si aspettano elementi importanti - di riscontro o di contrasto - dalle audizioni programmate per la settimana prossima. Un lavoro di intreccio che sta mettendo duramente alla prova il lavoro della Procura.

Quella dell’apertura del raggio di inchiesta era stata, del resto, una richiesta formulata da subito dal difensore diSchettino, Bruno Leporatti. Una richiesta rinnovata da Giulia Bongiorno, legale di una cinquantina di passeggeri, che ieri è stata ricevuta dal procuratore Verusio e che intende promuovere una class action. «Sono una garantista: non faccio riferimento a nessuno. Spetta alla procura. Noi ci siamo limitati a proporre altre piste investigative», dice l’avvocato. Eppoi la Bongiorno ha offerto altri argomenti su cui, a suo giudizio, la Procura potrebbe lavorare. Dieci punti interrogativi per fare chiarezza su quel maledetto venerdì sera e scovare, nel caso, tutti i responsabili del disastro della Costa Concordia. Dieci piste per fare «approfondimenti a 360 gradi» sulla vicenda.

Quando parla di «eventuali ritardi nell'emergenza e nella richiesta dei soccorsi» dopo l'impatto contro gli scogli, l’avvocato chiede «ragioni per cui nei brogliacci dell'elenco cronologico degli eventi della capitaneria fu riportato che alle 22 il traffico marittimo era regolare», nonostante, si ricorda, che l'impatto sia stato fissato alle 21.42.

Un episodio su cui si discuterà ancora a lungo, già dalla prossima settimana.

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