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Tunisino picchia tossico Sorpreso, si butta nei fossi
All’angolo tra piazza della Repubblica e via Garibaldi, a picchiare sul marciapiede accanto al fosso un giovane livornese, noto come tossico. Alcuni cittadini vedono la scena e avvertono
LIVORNO. All’angolo tra piazza della Repubblica e via Garibaldi, a picchiare sul marciapiede accanto al fosso un giovane livornese, noto come tossico. Alcuni cittadini vedono la scena e avvertono i carabinieri. Alla vista della pattuglia, l’aggressore molla a terra la vittima e si getta nel canale. Ma l’acqua è gelida e il ragazzo, un tunisino di 20 anni, resiste poco. Lo ripescano i carabinieri che, dopo averlo asciugato, lo portano in caserma per identificarlo. Nessuna denuncia: la vittima non presenta querela. I militari dell’Arma avviano le procedure per l’espulsione: il giovane tunisino è clandestino.
Il fatto è successo lunedì sera intorno alle 22. L’allarme arriva direttamente al 112: ci sono due persone che si stanno picchiando. E uno sta avendo la meglio. La gazzella del Nucleo operativo radiomobile arriva sul posto in pochissimi minuti e vede un giovane, il magrebino di venti anni, che picchia un altro, poi identificato come un livornese di trenta. Quest’ultimo sta avendo la peggio e perde sangue.
La pattuglia si precipita sul posto, ma il tunisino vola via. Con un guizzo, scappa verso gli Scali delle Cantine e si tuffa in acqua. Il freddo però gli gela subito le gambe e tutto il corpo. Impossibile resistere a quelle temperature, si rischia l’ipotermia immediata. E così, in difficoltà anche nel nuotare, il magrebino torna alla svelta verso il bordo del canale. Lì lungo il muretto lo aspettano i militari, che lo aiutano a tirarsi su. Poi lo portano in caserma. Il giovane è tutto bagnato e così i militari gli offrono dei vestiti asciutti. Poi, dall’identificazione, viene fuori che il magrebino è clandestino e quindi i carabinieri avviano la pratica per allontanarlo dal Paese.
Intanto, gli investigatori cercano di ricostruire quanto accaduto in piazza della Repubblica. Dalla testimonianza dei due, viene fuori che il litigio è legato a una storia di droga. Il ragazzo picchiato è un tossico che non avrebbe pagato una dose. E per questo sarebbe stato picchiato. Ricostruzione che spiegherebbe anche il motivo per cui, per ora, il giovane ferito non avrebbe presentato querela.
Questi aveva delle ferite non gravissime per cui è stato medicato sul posto da una squadra di volontari dell’ambulanza. Lui stesso ha rifiutato di recarsi in ospedale. S’è ripreso anche il tunisino soccorso dai militari dell’Arma.
Il tuffo nel fosso ha dei precedenti. Lo scorso autunno un magrebino è scivolato nel canale, sempre in zona Repubblica, ed è rimasto in acqua per diverse ore. Lo hanno salvato gli agenti delle volanti della polizia. Un paio di anni fa invece un magrebino si tuffò nel fosso della Venezia per sfuggire alla polizia.
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