Gioco
Stangata in stazione biglietti su del 20%
Da oggi andata e ritorno a Firenze costerà quasi 3 euro in più
di Giulio Corsi
LIVORNO
Famiglia di quattro persone, babbo, mamma e due figli sopra i 12 anni, tutti tifosi della Fiorentina. Domenica scorsa decidono di andare all’Artemio Franchi per gustarsi il derby toscano col Siena. Vanno in treno, chiaramente. Perché è più sicuro, più rilassante, non inquina e non aumenta il traffico. Acquistano il biglietto Livorno Centrale-Firenze Santa Maria Novella, andata e ritorno. Costo 54.4 euro. Domenica prossima bissano: al Franchi c’è Fiorentina-Udinese, ma lo stesso viaggio gli costerà 65.6 euro. Il 20 per cento di più. E’ l’effetto dell’aumento dei biglietti regionali che scatterà quest’oggi su tutti i treni toscani.
Un salasso pesante che va a colpire - per adesso - tutti coloro che si trovano a prendere il treno occasionalmente, ma anche magari due volte a settimana, a cui non conviene (o non conveniva fino ad oggi) acquistare l’abbonamento. Al momento la stangata riguarda infatti solo l'acquisto del singolo biglietto ferroviario, ma è davvero robusta: un aumento omogeneo del 20%. In pratica nella fascia entro i 10 km di percorrenza il prezzo del biglietto passerà da 1,20 a 1,40 euro. Entro i 50 km si andrà dagli attuali 3,80 euro a 4,60. Infine nella fascia entro i 100 km il prezzo aumenterà da 6,40 a 7,70 euro.
I pendolari invece per il momento sono stati risparmiati. Ma i rumors parlano da tempo di un aumento anche del costo degli abbonamenti nei prossimi mesi, dall’estate. Vedremo. Non sarebbe la prima volta ma stavolta le modalità dell’aumento cambieranno: l'incremento di prezzo, ammesso che arrivi, non sarà uguale per tutti gli abbonati, perché la Regione ha già detto che per calcolare la cifra da pagare in più sugli abbonamenti ferroviari verrà usato lo stesso metodo adottato per i ticket sanitari. In pratica bisognerà presentarsi allo sportello della stazione, come in farmacia: muniti dell'Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente.
Intanto il conto lo fanno i cosiddetti viaggiatori occasionali. La tabella in alto racconta chiaramente la stangata che da oggi attenderà chi si presenterà in biglietteria: se ieri per andare a Pisa servivano 1.9 euro , oggi ne serviranno 2.3. Andata e ritorno sono 40 centesimi in più.
L’incremento si sente di più con l’aumento dei chilometri. Per andare e tornare da Siena si pagheranno tre euro e 20 in più, per un andata e ritorno da Firenze 2 euro e 80.
Aumentate anche le tariffe di prima classe e i biglietti ridotti per i bambini dai 4 ai 12 anni.
Chi ha acquistato i ticket fino a ieri potrà utilizzarli secondo i criteri di validità (generalmente due mesi dall’emissione) anche adesso che il prezzo è aumentato senza dover integrare la tariffa.
La beffa però è un’altra come sottolineano le associazioni di pendolari: che a fronte di un aumento del 20 per cento dei costi non c’è stato un aumento della qualità del servizio.
Ma come si è arrivati a questa situazione? Il problema è che al trasporto ferroviario regionale della Toscana mancano 40 milioni di euro, dopo i tagli del governo Berlusconi e ancora non colmati dall'attuale esecutivo. Dalla Regione lo spiegano così: «La redistribuzione da parte del Governo Monti di circa 1 miliardo e 600 milioni tra le varie Regioni ha evitato il collasso del trasporto ferroviario regionale ed ha dato, anche in Toscana, una boccata d'ossigeno, ma queste risorse restano comunque inferiori al necessario e sono garantite soltanto per le annualità 2011 e 2012».
Sta di fatto che per far fronte al disavanzo di 40 milioni di euro la Regione ha deciso di intervenire deliberando l'aumento del 20% dei biglietti di corsa semplice e prevedendo una generale riorganizzazione del settore.
Resta la (magra) consolazione che addirittura poteva anche andare peggio. Perché è vero che nell'ultimo anno quasi tutte le Regioni che offrono un servizio di trasporti simile a quello toscano hanno aumentato i biglietti di circa il 20%, ma alcune regioni addirittura hanno assestato un colpo più duro: l'Emilia Romagna ha fatto prima un aumento del 10%, poi su questo primo aumento ne ha calcolato un altro di un ulteriore 10%.
Addirittura la Lombardia ha aumentato prima il 10% e poi un ulteriore 12,5%. Infine la Liguria che ha aumentato in una sola tranche i prezzi del trasporto su ferrovia del 25%.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
