Lutto
Ferrarini sotto torchio per otto ore
Il disaster manager della Costa a confronto anche con De Falco. Attesa per l’esame della scatola nera
GROSSETO
Per Maurizio Ferrarini è stato il giorno più lungo.Fino alle 22,15 nella caserma dei carabinieri per ricostruire ai tre sostituti la drammatica sequenza della notte del 13 gennaio. Il responsabile dell’unità di crisi di Costa Concordia, l’uomo della compagnia che tenne i contatti con il comandante Schettino, è stato ascoltato e riascoltato. È andato via in auto, come era arrivato, senza fermarsi a rilasciare dichiarazioni ai giornalisti in attesa. Le sue parole - quelle affidate in parte alla memoria consegnata al presidente Pierluigi Foschi e da questi girata ai senatori il 25 scorso - sono state messe a confronto con le dichiarazioni di Schettino (che secondo Costa avrebbe mentito sulla reale situazione a bordo) e con quelle degli altri ufficiali della Concordia. Un lavoro minuzioso, che i sostituti Navarro, Leopizzi e Pizza avevano preparato accuramente anche con l’ausilio di Gregorio De Falco, il capo della sala operativa della capitaneria di Livorno che quella sera richiamò pesantemente Schettino. Al mattino il contrammiraglio Franco Persenda (presidente della commissione ministeriale) e l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna (direttore marittimo della Toscana) erano stati ricevuti dal procuratore capo Verusio. Questi aveva poi dichiarato che il “fleet crisis coordinator”, cioè Ferrarini, sarebbe stato sentito nel pomeriggio come persona informata sui fatti e sua veste giudirica è rimasta tale per tutta la sera trascorsa in caserma, in una stanza del nucleo informativo defilata alla vista esterna. Iniziata alle 14,30, l’audizione di Ferrarini ha riguardato orari, circostanze, ordini.
Ieri inoltre, proseguendo la sua audizione al Senato, Foschi ha sottolineato l'importanza di esaminare la scatola nera - per attribuire la paternità di ordini e dichiarazioni - e la parzialità dei dati a disposizione della compagnia. «Non sappiamo ancora chi ha dato l'ordine di evacuazione dalla Costa Concordia e a che ora - ha detto Foschi - Siamo certi della sequenza degli ordini che sono stati dati a bordo prima dell'ordine di evacuazione, ma dobbiamo accertare chi li ha dati». Foschi ha specificato che Costa Crociere ha certezze su quando è stato dato l'allarme generale e sulla ricostruzione che Ferrarini ha potuto fare sulla base degli orari delle telefonate avute con il comandante Schettino. Intanto i legali di alcuni naufraghi hanno chiesto di indagare i vertici di Costa.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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