Toscana
«Denunceremo alla finanza chi lavora sotto le tariffe minime»
LIVORNO Niente blocco dell'autotrasporto ma dal fronte dei camionisti Cna arriva un'altra forma di dura protesta per dire alt a una concorrenza al ribasso che rischia di tagliar fuori chi non accetta...
LIVORNO
Niente blocco dell'autotrasporto ma dal fronte dei camionisti Cna arriva un'altra forma di dura protesta per dire alt a una concorrenza al ribasso che rischia di tagliar fuori chi non accetta dai committenti condizioni e prezzi insostenibili per chi rispetta le regole. E' per questo che 24 aziende hanno messo nero su bianco un ultimatum ai committenti livornesi nel settore cellulosa: o da oggi vengono adeguate le tariffe o segnaleranno alla Guardia di Finanza e agli altri enti di controllo le targhe degli operatori che andranno a caricare al loro posto.
«Siamo presenti sul mercato da molti anni - dichiarano in coro - abbiamo lavorato sempre nella legalità e rispettato tutte le scadenze, ma ora non ce la facciamo più ad andare avanti». Da mesi chiedono l'aumento delle tariffe, ma _ affermano dal quartier generale della Cna - dalla committenza livornese si sono sempre sentiti rispondere: «Se non ti va bene, c'è chi prenderà il tuo posto».
«Questa è la situazione di molte imprese di autotrasporto che operano nel porto di Livorno», sostiene il coordinatore di Cna Fita Dario Talini: sono «aziende disperate che non riescono a far quadrare i conti dell'impresa, disposte a far valere i propri diritti e a difendere il loro lavoro».
«Non vorremmo che ci fosse chi è più disperato di noi - ribatte Cinquini - e magari mettendo in gioco anche la sicurezza di tutti sulle strade che percorrono, si accontentassero di quanto noi stiamo attualmente riscuotendo per i nostri servizi, perché è ovvio che se non ce la facciamo noi, a rimanere nella legalità e nel rispetto delle norme e degli adempimenti, non ce la possono fare nemmeno gli altri. Per lavorare a queste condizioni è palese che bisogna fare qualcosa di illegale, non pagare le tasse o i contributi, non mantenere in sicurezza i veicoli, non pagare i dipendenti o i fornitori».
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