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Stop alle ricerche nelle parti sommerse dello scafo Foschi: "Mercoledì via al pompaggio del carburante"

Stop alle ricerche nelle parti sommerse dello scafo Foschi: "Mercoledì via al pompaggio del carburante"

 L'ufficiale ricorda che Schettino "da medico mi è sembrato scosso e non più lucido" e che ha mancato "completamente" il suo ruolo: "Il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c'era".  I legali di alcuni dei naufraghi chiedono che la procura di Grosseto "valuti l'opportunità" di iscrivere nel registro degli indagati i dirigenti della compagnia

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ISOLA DEL GIGLIO. Il "perché" del comportamento di Schettino "lo vedrà la magistratura. Io so soltanto che tutto l'equipaggio era già sui ponti accanto alle scialuppe pronti allo sbarco già da oltre mezz'ora" quando fu lanciato l'ordine di abbandonare la nave da una voce che "al 90%" non era quella del capitano. "Come so per certo che ad arenarsi su quel benedetto scoglio la nave ce l'ha portata la Madonna. E' stato un miracolo. Siamo vivi per miracolo. Potevamo essere morti tutti e 4mila. Bastavano 10 metri più al largo". E' il racconto di Gianluca Marino Cosentino, tenente di vascello e secondo ufficiale medico sulla Costa Concordia la notte del naufragio. L'ufficiale ricorda che Schettino "da medico mi è sembrato scosso e non più lucido" e che ha mancato "completamente" il suo ruolo: "Il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c'era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo verso mezzanotte e mezzo. In più quando ho sentito dai telegiornali che aveva avuto il tempo di prendere effetti personali nella sua cabina ed anche un computer, e finanche di scivolare sfortunatamente in una scialuppa, beh, è stato il massimo". Quanto a lui, tra quelli accusati in un primo momento di non avere abbandonato troppo presto la nave, Cosentino chiarisce di aver portato a terra una scialuppa e poi di avere fatto la spola insieme a "un altro ufficiale, Flavio Spadavecchia", e di essersi poi "messo a disposizione come medico", mentre sulla banchina veniva "continuamente fermato da qualcuno che sperava di aver trovato il comandante o un ufficiale di coperta. Prima il comandante dei vigili, poi quello dei carabinieri, infine il sindaco. Tutti cercavano il comandante".

Gli avvocati dei naufraghi.  La procura di Grosseto «valuti l'opportunità» di iscrivere nel registro degli indagati i vertici della Costa. E' quanto chiedono gli avvocati Pietro Ilardi e Francesco Compagna che assistono alcuni naufraghi di varie nazionalità, in vista dell'incidente probatorio previsto per il 3 marzo in cui verrà aperta la scatola nera della Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio lo scorso 13 gennaio.  L'iscrizione nel registro degli indagati dei vertici della Costa, sottolineano i legali, può esser fatta «alla luce degli elementi di prova già acquisiti nei loro confronti» ed è necessaria proprio in vista dell'incidente probatorio e, dunque, dell'irripetibilità degli accertamenti da effettuare.    «A prescindere da ogni valutazione di merito - sottolineano Ilardi e Compagna - la mancata iscrizione nel registro degli indagati di tutti i potenziali responsabili rischia di determinare la dispersione di elementi di prova decisivi: i risultati dell'incidente probatorio richiesto dalla procura non potranno essere utilizzati nei confronti di coloro che non parteciperanno all'accertamento a mezzo dei propri legali e dei proprio consulenti tecnici».

Il legale di Schettino: "Possibile torni a fare il comandante" "In via teorica è possibile che Schettino torni a fare il comandante". A sostenerlo è uno dei legali del comandante della Concordia, l'avvocato Salvatore Parascandola, ospite di "24 Mattino" su Radio 24. "Teoricamente può - ha detto il legale - ma praticamente vedremo gli sviluppi della situazione. A me non ha detto che non metterà mai più piede su una nave. L'ho letto sui giornali". Parascandola ha anticipato la linea difensiva in vista del Riesame che il 6 febbraio dovrà decidere sugli arresti domiciliari per Schettino: "Noi diciamo che deve essere liberato. Non sussistono né pericolo di fuga né di inquinamento delle prove. La fuga è possibile per tutti gli italiani, ma il comandante ha famiglia, patrimonio qui nel suo paesino e poi ha un onore da difendere e che vuole difendere". Parascandola ha accusato l'opinione pubblica: "Quello nei confronti di Schettino è un massacro ingiustificato, connotato anche da illegittimità visto che lo si ingiuria e lo si denigra al limite del codice penale, ma non querelerà nessuno, abbiamo altri pensieri".

Stop definitivo delle ricerche nella parte sommersa. La ricerca dei dispersi nella parte sommersa della Costa Concordia è stata definitivamente sospesa. La decisione è stata presa dai soccorritori perche «sono venute meno le condizioni operative di sicurezza». La decisione è stata comunicata dal commissario per l'emergenza Franco Gabrielli ai familiari e alle ambasciate. La decisione di sospendere le ricerche è stata presa dal direttore tecnico dei soccorsi, il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto Ennio Aquilino, di comune accordo con tutti i responsabili delle strutture operative che sono state impegnate in questi giorni nell'attività di ricerca e dopo aver sottoposto al Comitato scientifico le informazione ricevute dai sommozzatori in merito allo stato di deformazione dello scafo della nave, in corrispondenza dei varchi aperti nei giorni scorsi. Dopo aver fatto tutta una serie di valutazioni è stato dunque ritenuto che «oggettivamente sono venute meno le condizioni operative di sicurezza per gli operatori per proseguire l'attività di ricerca in corrispondenza di tutte le zone sommerse all'interno dello scafo». In ogni caso, la decisione finale - che al momento è scontata - verrà presa dal Comitato consultivo della struttura del commissario per l'emergenza. Proseguiranno, invece, le ricerche nella parte emersa della Concordia per verificare alcune zone dello scafo e si continuerà a scandagliare in maniera ancora più mirata i 18 chilometri quadrati di mare perlustrati nei giorni scorsi con l'obiettivo di verificare se gli 'obiettivi' individuati possano corrispondere ai corpi delle persone ancora disperse.

Domani comincia il pompaggio del carburante. Entro «24 ore inizieranno fisicamente le operazioni di pompaggio del carburante» dalle cisterne della nave Concordia. Lo ha detto il presidente di Costa, Pierluigi Foschi sottolineando che il maltempo ha obbligato i tecnici a ritardare l’inizio. Queste ultime 24 ore, ha aggiunto, serviranno ai tecnici per finire l’installazione delle pompe che devono estrarre le oltre 2.300 tonnellate di carburante dalla nave naufragata davanti all’isola del Giglio. Foschi ha anche detto che «riteniamo che il relitto» della Concordia «non possa essere rimesso in esercizio».

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di Redazione web