Gioco
Traumi e fratture, sedici ore per la visita
Giovane vittima di un incidente. La madre: «Una notte d’inferno, poi l’hanno mandato via perché non c’erano posti letto»
di Lara Loreti
LIVORNO. «Mio figlio ha traumi e fratture su tutto il corpo, è pieno di ustioni da asfalto. L’hanno fatto aspettare sedici ore prima di essere visitato. E poi i medici l’hanno rimandato a casa, dicendomi di stare attenta a non farlo addormentare e di svegliarlo ogni due ore. Cosa dovrei pensare?».
È la protesta-sfogo di una livornese, madre di Omar Tedeschi, giovane di 29 anni, vittima di un incidente sotto la galleria di Montenero. Il figlio domenica sera era in sella al suo scooter e stava attraversando il tunnel in direzione sud, per rincasare. Abita con i suoi genitori ad Ardenza. A un tratto, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo e s’è schiantato a notevole velocità contro il guard rail, dopo essersi rotolato più volte sull’asfalto. Un brutto incidente che gli ha causato seri traumi e ferite guaribili in almeno un mese.
Alcuni automobilisti di passaggio hanno visto il giovane per terra e lo scooter distrutto, e così sono subito intervenuti per aiutarlo. Il tempestivo intervento dei cittadini è stato provvidenziale, come sottolinea la madre, che ringrazia le persone che hanno prestato a Omar i primi soccorsi.
Poi, scattato l’allarme al 118, sul posto è arrivata un’ambulanza che ha portato il 29enne in pronto soccorso.
«Prima della visita dell’ortopedico abbiamo dovuto aspettare 16 ore. Mio figlio è arrivato in pronto soccorso domenica alle 20 ed è stato visitato oggi (ieri ndr) alle 12.30-13. È rimasto parcheggiato tutta la notte in pronto soccorso».
Il ragazzo ha due costole fratturate, il dito di un piede rotto e varie lesioni. «Ha un trauma cranico e all’inizio si sospettava anche il perforamento polmonare, ma per fortuna non è stato così. I medici hanno detto che prima di 24-48 ore non possono esprimersi sulla prognosi. E quando l’hanno dimesso, si sono raccomandati di svegliarlo ogni due ore. Io sono preoccupatissima. Ma non potevano ricoverarlo almeno una notte? In ospedale mi hanno risposto che non c’erano posti letto. E per questo è stato mandato via. Io intanto sono in ansia e lo veglio per assicurarmi che non si addormenti per troppo tempo».
Omar ha passato una notte difficile. Lo sottolinea la madre. «La cosa peggiore è stata dovermi confrontare con persone per nulla cortesi. Solo una dottoressa è stata molto gentile - dice la donna - Ma tutte quelle ore ad aspettare lo specialista sono state tremende».
Ora il giovane è a casa, dolorante, ma lucido. «Io e mio marito lo monitoriamo notte e giorno - dice la donna - in attesa di tornare in ospedale per i controlli».
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