La protesta
«Gite scolastiche negate ai disabili»
Casi all’Enriques e alle Mazzini, i genitori vanno dal legale. Il provveditore: decide il consiglio di istituto
LIVORNO
Niente gite scolastiche per i ragazzi disabili. Questa la possibilità che si prospetta in alcune scuole cittadine, dove i docenti che si occupano delle attività di sostegno a questi studenti pare non abbiano dato disponibilità a partecipare alle gite. Succede al liceo Enriques e anche alle medie Mazzini. Analoga situazione potrebbe andare in scena anche in altri istituti scolastici cittadini, tutti quelli in cui i prof di sostegno non daranno l’ok per partecipare ai viaggi di istruzione.
Risultato: gli studenti disabili potrebbero dover rinunciare alle attività didattiche extrascolastiche. Un risultato che non piace per nulla alle loro famiglie, tanto che alcuni genitori di ragazzi disabili si sono già rivolti ad un avvocato per capire se c’è la possibilità di intervenire legalmente.
È vero che i viaggi di istruzione sono in programma per la primavera, in genere si svolgono nei mesi di aprile e maggio, ma l’organizzazione di queste iniziative all’esterno parte molte settimane prima. Così nei mesi scorsi le scuole si sono mobilitate per la gestione di queste trasferte educative. E, in alcuni casi, è venuto fuori che i docenti di sostegno che seguono ragazzi disabili in alcune classi hanno preferito non aderire alle gite. Ai genitori degli studenti con handicap la scuola ha quindi comunicato la possibilità che per i loro figli le gite fossero impossibili. Senza prof di sostegno il disabile non va in gita.
«Alcuni genitori - dice Silvia Bondi, legale che si occupa di casi legati alla disabilità - si sono rivolti a me per avere chiarimenti. Mi risultano casi all’Enriques e anche in una media, la Mazzini. In mancanza dei prof di sostegno, gli stessi genitori si sono offerti d prendere parte alle gite, purché i loro figli non debbano rinunciare ai viaggi d’istruzione.
«Le scuole - conclude Bondi - hanno però detto che non sanno con certezza se è possibile ammettere le famiglie alle gite e, in caso fosse possibile, mamma e papà del disabile dovrebbero pagare. È chiaro che questi genitori sono arrabbiati, è assurdo dover pagare e ancora più assurdo è che i genitori non siano ammessi. In questo modo si fa rinunciare i ragazzi alla gita. Stiamo studiando se ci sono gli strumenti normativi per intervenire su questa situazione».
A spiegare che le regole per i viaggi di istruzione vengono deliberate dalle singole scuole è Elisa Amato, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. «La scuola - dice Amato - nella sua autonomia deve fare verifiche per capire criteri da usare per gite e viaggi istruzione. Il collegio dei docenti approva il programma per didattica, ma da punto di vista organizzativo tutto dipende dal consiglio di istituto. Per quanto riguarda gli accompagnatori, la regola generale è che se c’è un alunno disabile deve esserci un accompagnatore in più, non è detto sia l’insegnante sostegno. Però è il singolo consiglio di istituto che deve deliberare queste norme».
Anna Cecchini
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