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Livorno

Caso Ikea, Barroso bacchetta Pisa 

Francesco Loi
Caso Ikea, Barroso bacchetta Pisa 

Il permesso per insediare Ikea nella zona di Pisa è diventato un caso europeo. Ieri il presidente della commissione Ue lo ha citato come esempio di lentezza. Dure reazioni della Toscana 

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PISA. Pisa esempio negativo per il caso Ikea, con il gruppo svedese costretto ad attendere sei anni per avere il permesso di aprire un nuovo punto vendita. Così ha tuonato ieri da Bruxelles il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, parlando ai leader sulle potenzialità del mercato unico. Una citazione rimbalzata a Pisa a metà pomeriggio attraverso una nota d'agenzia e che è stata presa come un pugno allo stomaco. Anche perché, secondo quanto riportato, Barroso ha aggiunto: «Alla fine Ikea ha perso la pazienza e si è trasferita in un'altra città della regione».

Una ricostruzione sbagliata della vicenda, addolcita, si fa per dire, dall'ulteriore appendice secondo la quale «Pisa non ha il record negativo: ci sono esempi di attese più lunghe in lander della Germania». Ha detto ancora Barroso: «Questo deve cambiare se si vuole aumentare la crescita e creare nuovi posti di lavoro».

Il progetto. Un monito che arriva dall'alto e che ha scatenato immediate reazioni in un territorio, quello pisano, che sta attendendo con impazienza lo sbarco d'Ikea e che sta lavorando per favorirlo. La vicenda in effetti si è allungata negli anni soprattutto perché, rispetto all'origine, tutto è cambiato: Ikea aprirà a Pisa, nell'area dei Navicelli e della darsena, ma con uno store assai ridotto (7 ettari contro 40) a confronto con il progetto di parco commerciale presentato all'inizio al vicino Comune di Vecchiano e relativo all'area di Migliarino, a due passi dal casello autostradale di Pisa Nord della A11. Per sei anni quel progetto è stato discusso ed analizzato in attesa di risposte da parte della pubblica amministrazione e così la multinazionale svedese, nel maggio scorso, ha rotto gli indugi e, in una lettera, ha detto addio a quella soluzione. Non però alla Toscana e nemmeno a Pisa, visto che il doppio intervento della Regione e del Comune ha consentito uno spostamento di pochi chilometri, così da accogliere (nel marzo 2013) il nuovo punto vendita del colosso del mobile low cost: un progetto da 70 milioni di euro per 300 posti di lavoro.

La replica. «Non permetto a nessuno di denigrare la Toscana, neanche al presidente Barroso». Secca la replica del presidente della Regione Enrico Rossi. Che aggiunge: «Barroso avrebbe piuttosto dovuto chiedersi come mai per anni e anni l'Ikea si sia ostinata a richiedere al comune di Vecchiano licenze non solo per il suo insediamento, ma anche per un centro commerciale i cui volumi sarebbero stati in netto contrasto con le previsioni urbanistiche e con la qualità ambientale dell'area. Il seguito della storia sfugge al presidente Barroso: nel luglio scorso io stesso mi sono interessato al problema e ho incontrato i vertici di Ikea. In autunno, sulla base delle intese rapidamente raggiunte con il Comune di Pisa, la multinazionale ha potuto fare la sua scelta. A febbraio il Comune di Pisa approverà la variante e in primavera si aprirà il cantiere. Da luglio a febbraio: sono proprio i tempi cinesi a cui fa riferimento Barroso. Come insegna il presidente Monti, l'Europa deve imparare a rispettarci».

A Vecchiano era sindaco negli anni dei negoziati Rodolfo Pardini, che dice: «A Migliarino lo store Ikea era solo una bandierina di un maxi insediamento in un terreno agricolo. Sembrava che là senza tutto il resto non potesse insediarsi, mentre ai Navicelli avviene proprio questo». L'attuale sindaco, Giancarlo Lunardi:«I dialoghi con Vecchiano sono serviti a modificare tanto il progetto originario: significa che l'azienda ha fatto proprie alcune obiezioni».

Gli impegni. La realtà di Ikea ora è Pisa, dove il Comune sottolinea che l'iter necessario all'insediamento «prende meno di un anno di tempo. Si è colpevolmente scambiato Pisa con Vecchiano, dove non vi erano le condizioni urbanistiche favorevoli. Che si sono trovate a Pisa anche di fronte ad un progetto diverso e ridotto rispetto al precedente». Il sindaco Marco Filippeschi puntualizza: «Il 7 febbraio la prima commissione consiliare esprimerà il proprio parere sulla variante relativa a Ikea». Sarà di fatto questo il primo atto ufficiale per l'insediamento della multinazionale svedese. L'adozione del provvedimento arriverà con ogni probabilità il 16 febbraio in consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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