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Basket Livorno, il futuro è appeso a un filo

Basket Livorno, il futuro è appeso a un filo

Il comitato di salvataggio punta al concordato con i creditori, ma in procura c’è un’inchiesta aperta

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Dalle luci della Serie A al rischio fallimento con possibili conseguenze anche penali. Basket Livorno gioca la sua partita più importante lontano dal parquet. Intorno non ci sarà un palasport, magari pieno di tifosi, ma un’aula del tribunale e davanti ai giocatori, per lo più avvocati e commercialisti, non i canonici quaranta minuti di una partita di pallacanestro, ma un mese e mezzo nel quale il “Comitato di salvezza” dovrà trovare i soldi per presentare al giudice fallimentare il concordato per coprire i debiti, si parla di oltre un milioni di euro.

L’obiettivo è ovviamente quello di salvare la società dall’onta del fallimento.

Anche perché in caso di crac, Basket Livorno trascinerebbe con sé anche la Livorno sport, società pubblica, che detiene il cinque per cento di Bielle. Accadesse questo potrebbe intervenire prima la Procura della Repubblica che ha già aperto un’inchiesta per ora congelata in attesa dell’esito dell’istanza di fallimento e in un secondo momento anche la Corte dei Conti, visto che in Basket Livorno sono stati investiti denari pubblici.

Uno scenario che il Comitato degli “Amici del basket”, di cui è presidente l’avvocato Alberto Uccelli, hanno tutto l’interesse ad evitare. Ecco perché nelle prossime due settimane sono in programma diversi incontri tra i soci di Basket Livorno e i componenti del Comitato. Oltre alla Livorno sport fanno parte di Basket Livorno la Gni srl che detiene il 60% riconducibile al pistoiese Paolo Presi e Fabio Bruni di Lamporecchio e poi la Tosco Dati Firenze che ha originato la Td Group di Valterio Castelli, ex presidente della società.

«Il Comitato –spiega il legale di Livorno Sport, l’avvocato Sergio Russo – sta cercando di ultimare il piano concordatario. A che punto siamo? Stiamo effettuando le ultime verifiche». Nessuno ha voglia di sbilanciarsi sull’esito del piano di rientro sul quale si sta lavorando da più di un anno e mezzo. L’unica certezza è la data della prossima udienza davanti al giudice fallimentare Luigi De Franco, è fissata per il prossimo 28 di marzo alle 9. A chiedere il fallimento di Basket Livorno, esattamente due anni fa, è stata la Best Union company di Bologna, l’azienda che per conto di Bielle aveva gestito nelle ultime stagioni sportive l’emissione di biglietti e il servizio di controllo.

Un debito, in quel caso, che si aggirerebbe intorno ai 60mila euro. Al quale si sono poi accodati altri soggetti. Inizialmente si parlava anche di giocatori, per lo più stranieri, che non avevano ricevuto parte degli stipendi pattuiti tra il 2008 e il 2009. Fatto sta che il debito si è allargato, tanto da raggiungere la cifra intorno al milione di euro. Il 28 marzo è vicino. E la partita è già iniziata.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web