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Costa concordia

«Serviranno mesi per la bonifica»

Sammuri, dirigente della Provincia, si occuperà del recupero e dello stoccaggio. Un primo sito sarà a Talamone

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GROSSETO

Giampiero Sammuri, biologo, presidente del Parco della Maremma e della Federazione italiana parchi, è stato scelto dal commissario per l'emergenza Giglio Franco Gabrielli come "soggetto attuatore" - questo il termine esatto usato nel decreto - nelle complesse operazione di recupero e stoccaggio (a carico di società private) delle tonnellate di rifiuti che si trovano sulla nave Concordia.

Sammuri, dirigente dell'area Ambiente della Provincia di Grosseto, sarà una specie di vigile.

Dovrà prima esaminare il piano dei rifiuti che ancora Costa non ha presentato, quindi controllare che le operazioni di recupero dei materiali (pericolosi e non) avvenga con una procedura corretta; successivamente verificare la suddivisione, lo stoccaggio provvisorio (per il quale sarebbe già stata individuata un’area nella zona di Talamone), il trasporto e infine il deposito in terraferma dei rifiuti e il loro trattamento. Occupandosi inoltre di tutti i passaggi autorizzativi.

Non solo. Sammuri sarà al fianco dell'organo di polizia giudiziaria che sovrintenderà - per le proprie competenze - all'individuazione dei materiali considerati utili ai fini dell'indagine.

Ieri sera lo abbiamo contattato al telefono, per capire come si prepara a questo difficile incarico.

«C'è poco da dire. Stanno predisponendo il decreto di nomina. Il mio ruolo, pare di capire, sarà di vigilanza, una sorta di autorità di garanzia in stretta collaborazione con il commissario.Ovviamente prima di stabilire una scaletta di lavoro e avviare le pratiche necessarie, dobbiamo avere in mano il piano di recupero dei materiali (una miriade per numero e quantità) da parte della Costa Crociere. Il commissario Gabrielli ha dato 5 giorni di tempo. Stanno per scadere. Vediamo».

Al momento, però, Costa non ha fatto il piano, anche perché forse spera di poterla portar via intera...

«La nave - prosegue Sammuri - è un pericolo potenziale, per il carburante (slitta ancora l'avvio del bunkeraggio - ndr) e per i rifiuti. Noi dobbiamo fare in modo che non si trasformi in una discarica in mezzo al mare. Ripeto: l'operatività mia e delle ditte che verranno incaricate, per quanto possibile, di ripulire la nave, è connessa al piano dei rifiuti che presenterà Costa.

Al momento non posso dire quali saranno i siti di stoccaggio e di smaltimento (ma ieri è emerso che uno potrebbe essere Talamone, ndr), perché ci sono differenti tipi e quantità di rifiuti, che richiedono risposte diverse».

Sulla possibilità che la nave venga rimossa con il suo carico di rifiuti ancora a bordo, Sammuri taglia corto.

«Questo non spetta a me valutarlo. Credo che Costa voglia rimuovere la nave al più presto e in assoluta sicurezza. Ma certamente passeranno dei mesi e nel frattempo dobbiamo tirare fuori dal mare il maggior numero possibile di rifiuti».

Proprio Sammuri, nella veste di presidente di Federparchi, aveva lanciato, già nelle prime ore successive al disastro, un allarme per l'ambiente marino che poi si è rivelato più che mai fondato. (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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