Il Tirreno

Livorno

La barca-robot che salva il mare

È nata nei laboratori high tech dello Scoglio della Regina: misura attimo per attimo l’inquinamento

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di Mauro Zucchelli

LIVORNO

Chiamatelo Hydronet, è il primo “bebè” nato dai laboratori high tech che la Scuola superiore di studi universitari Sant’Anna, in tandem con il Comune, ha messo in piedi allo Scoglio della Regina: una barca-robot in grado di muoversi da sola senza nessuno a bordo e fare rilevazioni per misurare il grado di inquinamento da metalli pesanti (arsenico, cadmio, mercurio, cromo...) come da idrocarburi, inviando a terra via radio il risultato delle analisi.

La novità è stata tenuta a battesimo ieri mattina nella Darsena Nuova dallo staff dei ricercatori: a presentarla sono stati il prof. Paolo Dario, lo scienziato livornese studioso di bioingegneria che guida il Polo Scientifico della Valdera, e l’ingegner Giacomo Saviozzi, del centro che il Sant’Anna ha realizzato a Livorno per la ricerca sulle tecnologie e la robotica marina.

Sotto gli occhi dei ricercatori e degli esperti delle realtà di mezzo mondo che fanno parte del consorzio per realizzare questa innovazione: gli svizzeri dell’ Hochschule, gli sloveni dello Jozef Stefan Institute e dell’ateneo di Ljubjana, gli israeliani dell’università di Gerusalemme e di piccole imprese italiane (Dedalus e Robotech), russe (Lumex), norvegesi (Nilu) e slovene (Ifb). Ma anche di un gruppo di pescatori che, con sarcasmo labronico, osservavano tutto preparando le loro attrezzature.

Le barche robot sono “intelligenti” e riescono a orientarsi, grazie a una doppia “bussola” (Gps compreso), in uno specchio di mare individuato, dentro un lago, in un tratto di fiume: inviano i segnali a terra fino a distanze di 15-20 chilometri, con una autonomia di movimenti di otto ore, riuscendo a effettuare il campionamento fino a profondità fino a 50 metri.

Tutto dipende - viene spiegato - dai sensori miniaturizzati che "viaggiano" su Hydronet, una apparecchiatura-novità realizzata sulla base di un euro-progetto finanziato dal 7° Programma Quadro della Commissione Europa. Nel corso della presentazione l'assessore Giovanna Colombini ha colto la palla al balzo per segnalare che sono stati aggiudicati i lavori per la ristrutturazione del vecchio fabbricato allo Scoglio della Regina che ospiterà studiosi e ricercatori.

La barca-robot - sottolineano i progettisti del Sant'Anna - è anche in grado di cambiare rotta se incrocia un'altra barca . «È un algoritmo per evitare gli ostacoli», precisa Saviozzi. Un po' come il sensore sul retro dei suv per agevolare il parcheggio? Sì, ma in quel caso è in azione una tecnologia a ultrasuoni mentre Hydronet si avvale di una apparecchiatura laser. E non si limita ad avvertire se l'ostacolo è troppo vicino, riesce a impostare un nuovo percorso.

In realtà, la barca robot non è che una parte del network di rilevamento dei parametri di inquinamento: il laboratorio può metterla in acqua insieme a boe con lo stesso compito. Finora il laboratorio ha realizzato tre natanti e cinque boe.

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