Il Tirreno

Livorno

Da Pomodoro a Igor Mitoraj Tutta l’arte del Carnevalotto

Inaugurato alla Cittadella il museo che raccoglie le opere dei grandi Sono state realizzate per premiare i carristi primi classificati di ogni edizione

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di Corrado Benzio

VIAREGGIO

Il carro ed il sole fu il primo Carnevalotto. Era l’anno 1987. Se lo aggiudicò Arnaldo Galli, il più famoso costruttori dei carri di Viareggio. Ma ci rimase un po’ male quando seppe che la splendida opera di Gio’ Pomodoro era stata assegnata a lui, ma solo simbolicamente. Il premio avrebbe fatto parte di una sorta di galleria d’arte moderna dedicata al carnevale.

C’è voluto mezzo secolo, ma alla fine questo museo del Carnevalotto è stato inaugurato dentro la Cittadella del Carnevale, alla periferia di Viareggio.

La grande struttura, opera dell’architetto livornese Francesco Tomassi, affianca al museo del carnevale le stanze che ospitano opere di Piero Dorazio e Sebastian Matta, Pietro Cascella e Gianni Dova, Igor Mitoraj e Arnaldo Pomodoro.

Quest’anno il Carnevalotto è stato dipinto da Gianfranco Pardi, pittore milanese dedito all’informale.Al taglio del nastro c’era Alessandro Santini, presidente del carnevale viareggino, ma anche un artista celebre come Antonio Possenti, pittore lucchese.Anche Possenti ha donato una sua opera che è diventata negli anni Novanta un Carnevalotto. In realtà Possenti ha fatto molto di più. In passato è stato un artista che ha raccolto l’invito di Viareggio di disegnare un carro mascherato.

Dietro il Carnevalotto c’è sempre stato questo tentativo: collegare sempre di più il mondo delle arti visive con il Carnevale. Anche per affinare e sprovincializzare l’arte della cartapesta. Che è popolare e forse più artigianato che arte, ma che ha visto molti pittori iniziare da cartapestai e finire alla Biennale di Venezia, come è successo quest’anno per Mario Francesconi, pittore viareggino che ha lasciato il suo posto al foglio Gionata, per dedicarsi solo alla pittura, erede del Novecento toscano.

L’apertura del museo d’arte contemporanea fra i laboratori che costruiscono maschere e mascheroni, è il tentativo di far uscire dall’oblio dei magazzini opere che oggi valgono centinaia di migliaia di euro, ma anche rilanciare questo connubio fra Carnevale e artisti. In questi anni un carro è stato progettato da Dario Fo, a cui fu affidato anche un celebre manifesto dei corsi.

A Viareggio anche il manifesto che promuove la festa è argomento di feroci discussioni e polemiche. In anni fausti ( c’erano più soldi nelle casse pubbliche) il manifesto fu affidato a nomi della satira e della grafica come Lorenzo Mattotti, Sergio Staino, il grande Jean Michel Folon, la romantica e fanciullesca Chiara Rapaccini, vedova di Mario Monicelli.

Di questa tensione artistica è frutto questo nuovo museo. le cui opere sono state scelte da Francesco Bendinelli, ex primario. da sempre appassionato d’arte e titolare di una galleria d’arte a Viareggio.

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